L’AQUILA – “Tutto può accadere, all’ultimo secondo, ma ho l’impressione che l’emendamento per prorogare il superbonus sisma per il cratere 2009 non passerà. C’è però una alternativa altrettanto valida: aumentare di pari importo il contributo sisma, adeguando i computi metrici con i nuovi prezzari, rispetto a quelli oramai datati e inadeguati”.
In attesa febbrile di sviluppi in Parlamento, per l’approvazione della legge Finanziaria, sulla spinosa vicenda della proroga per tutto il 2026 del superbonus 110 per la ricostruzione del terremoto dell’Aquila 2009, per le pratiche presentate prima del 30 marzo 2024, è intervenuto, tirando fuori una soluzione alternativa, Gianni Frattale, costruttore aquilano patron di Edilfrair, oramai ex presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, avendo passato ieri testimone ieri al 44enne Pierluigi Frezza.
Va precisato che l’intervista è stata resa prima dell’assemblea elettiva dell’Ance, nel suo ultimo giorno da presidente. E d’ora in avanti, come da lui stesso detto chiaramente, “farò tre passi indietro”, come past president, rispetto al presidente in carica Frezza.
Proprio oggi il commissario della ricostruzione del cratere 2016, Guido Castelli, senatore Fdi, ha invece annunciato che è passato l’emendamento che garantirà la copertura anche in futuro per i lavori prima coperti dal superbonus sisma, consentendo cioè di coprire le spese, non rendicontate e perciò rimaste a carico dei cittadini. La misura opera fino a concorrenza del costo complessivo degli interventi, nel rispetto del limite di spesa previsto di 1,328 miliardi fino al 2032, archiviando “l’esperienza del 110 che anche nella ricostruzione ha generato complessità e non poche criticità”, ha sottolineato Castelli. (Qui il link)
Una partita scottante, quella del superbonus nel cratere sismico 2009, che tiene con il fiato sospeso tante imprese, impegnate nella ricostruzione e che stanno facendo una corsa contro il tempo per terminare entro il 31 dicembre i lavori lavori aggiuntivi a quelli previsti dal progetto di ricostruzione in termini di ulteriore sicurezza sismica e migliorie energetiche. Quelli coperti appunto dal superbonus che scade senza proroghe a fine anno. Con un emendamento approvato nella legge omnibus, l’estensione al 2026 è stata ottenuta intanto per le pratiche risalenti a dopo il 30 marzo 2024, ora va fatto lo stesso per le pratiche precedenti al 30 marzo 2024.
Ha rivelato dunque Frattale, “rischia di avere vita dura”, e “comunque sarebbe un iter molto contorto e problematico”, l’emendamento per ottenere la proroga anche per le pratiche antecedenti al 30 marzo 2024 a firma del senatore di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi, segretario regionale abruzzese del partito, primo firmatario di un testo elaborato e scritto assieme al collega a palazzo Madama Guido Liris, che però essendo relatore anche quest’anno della manovra finanziaria, non può presentare emendamenti di suo pugno. Emendamento che prevede una copertura di 250 milioni di euro, che è stato frenato dalla mancata completa rendicontazione del tiraggio, necessaria a mettere le poste in Bilancio, evidenziata dai tecnici del ministero delle Finanze, da parte degli Uffici speciali della ricostruzione, del comune dell’Aquila, l’Usra, con titolare Salvatore Provenzano, e dei Comuni del cratere 2009, Usrc, titolare Raffaello Fico.
Problema che invece, si può asserire, non c’è stato nel cratere 2016.
“Ho fatto più volte appello ai nostri rappresentanti di chiudere la partita, per non lasciare le aziende in sospeso. La soluzione che suggerisco ora mi sembra la più sensata – afferma Frattale -, l’importante è che ci sia in un modo o nell’altro la copertura dei lavori aggiuntivi, anche senza il superbonus che andrebbe così definitivamente in soffitta. Quello che è importante evitare accolli ai proprietari degli immobili e problemi alle imprese”.
Ovvero: “oggi per la ricostruzione di una abitazione il contributo è poniamo 100, togliendo in superbonus, per evitare l’accollo e poter in ogni caso effettuare tutti i lavori aggiuntivi, viene concesso un contributo maggiorato a 110, 115, ovvero si dispone l’aumento della parametrica e sostanzialmente non cambierebbe nulla”.






