ROIMA – Centinaia di morti all’ospedale Al-Ahli Arabi Baptist Hospital di Gaza City, tra cui molti bambini. Hamas accusa Israele di aver bombardato la struttura sanitaria, la sera del 17 ottobre, forte del supporto americano.

Ma Israele nega e punta il dito contro una fallita esplosione di un razzo lanciato proprio dalla Jihad islamica. Una cosa è certa: le vittime – si dice siano tra le 200 e le 500 – ci sono. Forte la reazione della comunità internazionale. A partire dal mondo arabo e dal presidente palestinese Abu Mazen, che ha cancellato l’incontro previsto ad Amman con Joe Biden e indetto tre giorni di lutto nazionale in Cisgiordania. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen frena: declinato ogni commento in attesa di “conferme”. Biden, oggi in Israele, si dice “indignato e profondamente rattristato”.

La Russia chiede che Israele fornisca immagini satellitari per dimostrare di non essere dietro all’attacco. Gli Emirati Arabi Uniti spingono per una riunione urgente e aperta del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Mentre proprio il Segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, ha chiesto il cessate il fuoco immediato “per scopi umanitari”

Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, parlando con Al Jazeera, ha detto subito che il massacro all’ospedale conferma la “brutalità” di Israele. Lanciando un nuovo appello ai palestinesi nei territori occupati a insorgere contro l’occupazione israeliana, ha poi parlato della “responsabilità” degli Stati Uniti per l’attacco, citando la “copertura che danno all’aggressione israeliana”.

“Il mondo lo deve sapere, a colpire l’ospedale di Gaza sono stati barbari terroristi, non l’esercito israeliano”, ha scritto invece il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X. Poi ha aggiunto: “Coloro che hanno brutalmente ucciso i nostri bambini, uccidono anche i propri”.

Già prima di Netanyahu, era il stato portavoce dell’esercito israeliano smentisce la versione di Hamas: “Un’analisi dei sistemi operativi dell’esercito ha indicato che un salva di razzi è stata lanciata dai terroristi a Gaza, passando in stretta prossimità dell’ospedale nel momento in cui è stato colpito”. È quindi “la Jihad islamica” a essere “responsabile di un lancio fallimentare del razzo che ha colpito l’ospedale”. La struttura colpita, ha aggiunto, non era né “un edificio sensibile” né “un obiettivo dell’esercito”. Dal portavoce della Jihad islamica è arrivata però la controsmentita.

Olp – Organizzazione per la Liberazione della Palestina – dopo l’attacco all’ospedale ha fatto un nuovo appello alla comunità internazionale chiedendo di “mettere fine a questo massacro”. L’Egitto ha condannato “con la massima fermezza il bombardamento israeliano”, l’Iran ha parlato di “brutale crimine di guerra e genocidio”, la Giordania ha fatto sapere di considerare lo Stato ebraico “responsabile per questi pericolosi sviluppi”. E proprio ad Amman ieri sera è esplosa la protesta di piazza con centinaia di persone che hanno assaltato l’ambasciata israeliana e appiccato il fuoco ai muri esterni. “Centinaia di palestinesi sono scesi nelle strade di Nablus, Tulkarem e Jenin” anche in Cisgiordania, scrive Al Jazeera.