BOMBA: La Regione boccia il progetto per l’estrazione di gas a Bomba (Chieti) presentato dalla statunitense Forest Oil.
Al contestatissimo impianto di Bomba mancava solo l’autorizzazione della Regione per iniziare i lavori di realizzazione degli impianti estrattivi. La Commissione per la valutazione per l’impatto ambientale, però, ha deciso di stoppare il progetto.
Contro questa iniziativa erano scesi in campo sia privati cittadini che enti ed organizzazioni di categoria. Ma la Forest non ha intenzione di arrendersi e annuncia un ricorso al tribunale amministrativo regionale entro i 60 giorni previsti dalla legge.
I vertici aziendali si dicono “esterrefatti” per questa decisione e si riservano “di esaminare nei dettagli le motivazioni ufficiali del parere non favorevole da parte della Commissione Via, fiduciosi di avere a disposizione tutti gli elementi per poter ribattere nelle sedi appropriate e far valere le nostre ragioni e la validità , in termini di progresso economico ed eco-sostenibilità, del progetto che Forest intende portare avanti”.
Il progetto aveva suscitato fin da subito le proteste degli ambientalisti proprio per l’impatto ambientale che un impianto di estrazione del gas avrebbe provocato in un territorio a vocazione prettamente turistica come quello nei pressi del lago di Bomba.
Erano, inoltre, state suscitate molte perplessità anche dal punto di vista della sicurezza, visto che la centrale avrebbe potuto provocare un fenomeno che in gergo tecnico si chiama “subsidenza” e che significa abbassamento del terreno.
D’altra parte, però, il progetto avrebbe assicurato nuovi posti di lavoro. Forest Oil aveva già iniziato la ricerca via internet di personale e ditte con cui collaborare. Nel solo mese di marzo erano arrivati oltre mille curriculum di persone che si candidavano a lavorare nei nuovi impianti. C’erano state inoltre 54 aziende che avevano manifestato la propria adesione al progetto, dichiarandosi disponibili a fornire i propri servizi, di varia natura, all’azienda.





