PESCARA – Quando le anime di donne sensibili si incontrano possono nascere progetti straordinari, ma se si sposano un’anima abruzzese ed una pugliese, il genio si impone. 

A monte di questa considerazione c’è la creazione del progetto Blue Paintings, tutto made in Italy, che sta spopolando all’estero, una raccolta di musiche con piano e voce composte da Angela Tursi e Marina Chichi, quest’ultima originaria di Pescara.

Si tratta di un insieme di vibrazioni sonore legate al concetto spirituale del colore blu, alle forme geometriche, alle impressioni e improvvisazioni teorizzate dal pittore franco-russo Vasilij Vasil’evič Kandinskij che abbracciano le espressioni visive di Marina e riprendono gli stessi concetti teorici del pittore, ricercati in una fotografia intimistica e nell’utilizzo della cianotipia, un’affascinante e antico processo di sviluppo di fine ‘800 connesso alle gradazioni cromatiche del blu.

Appuntamento lunedì 24 giugno a Londra, presso la Swiss Church nell’evento dal titolo Blue. A Sensorial Performance.

Il progetto prende dunque forma dalle idee della pugliese Angela Tursi, “madre” di un album di composizioni piano, voce, sax e arpa in cui tutto trae ispirazione dalle teorie pittoriche di Kandinskij secondo le quali il colore blu è il colore dell’anima, o meglio, della parte più profonda del “sé”. 

Secondo la teoria di Kandinskij, infatti, i colori, come le arti, come la pittura e la musica nello specifico possono influenzare tantissimo il livello inconscio dello spettatore tanto da arrivare ad avere la cosiddetta sinestesia: un processo percettivo, inconscio in cui si ha una sovrapposizione di più sensi da parte dello spettatore. 

Proprio questo vogliono generare con la loro complicità artistica Angela e l’abruzzese Marina Chichi, colei che racconta il mondo attraverso la fotografia.

Entrambe ambiscono a dare vita a quella sinestesia come processo che non avviene in tutte le persone, ma che può essere stimolato con la fotografia e la musica che vanno a scavare nella parte più interna del proprio io producendo talvolta anche grandi emozioni. 

Ecco dunque che nasce un progetto sensoriale germogliato dall’incontro del suono sincero e introspettivo con la fotografia concettuale ed intima il cui punto di partenza da cui si muovono le due artiste è la teoria racchiusa nell’opera “Lo spirituale nell’arte”, del pittore franco-russo Kandinskij, nel quale si enuncia, appunto, lo stretto legame tra colori e musica.

Il pittore parla nelle sue teorie del collegamento profondo tra determinate variazione cromatiche con determinati timbri sonori: il colore come elemento di natura visiva genera un suono interiore. 

La musica a sua volta, attraverso i suoni riesce a descrivere i colori. 

Musica e pittura quindi legate e armonizzate tra di loro, come linguaggi sensoriali che riescono a unirsi di fronte allo spettatore creano medesime percezioni e sollecitano stati d’animo nel pubblico e di conseguenza la “sinestesia”, di cui lo stesso Kandinskij parla come processo percettivo, piuttosto inconsueto, generato con l’interazione e la sovrapposizione spontanea e incontrollata di due sensi, di diversi linguaggi sensoriali.

Il progetto è basato sull’unione di due linguaggi sensoriali, uno scambio fra musica e fotografia/pittura nate dalla “necessità interiore” come la definiva Kandinsky, dell’artista di esprimere il suo stare al mondo; si tratta di due punti di vista diversi che confluiscono in una finale composizione sinestetica: mediare tra il visibile e l’invisibile.