L’AQUILA – La questione della centrale a biomasse che sorgerà all’Aquila nel nucleo industriale di Monticchio fa un primo passo verso l’approdo in Consiglio regionale.
Nell’incontro che si è tenuto ieri presso la sala civica di Paganica, infatti, in sindaci dei Comuni di Fossa, Poggio Picenze, Barisciano, Ocre e la X circoscrizione si sono impegnati a produrre un documento da presentare alla Regione con la richiesta di un’audizione. Anche il Comune dell’Aquila, rappresentato ieri dall’assessore all’Ambiente Alfredo Moroni, si attiverà in tal senso.
Dopo questo passaggio potrà essere presentata una mozione presso l’assise regionale, per la quale si è impegnato proprio ieri sera il consigliere regionale del Partito democratico Giuseppe Di Pangrazio.
“Un incontro molto positivo – ha commentato Patrizia Righi, della onlus Salviamo Paganica, che si oppone fermamente al progetto della centrale – Al di là delle divergenze politiche, tutti si sono trovati d’accordo contro la realizzazione dell’impianto”.
L’onorevole Giovanni Lolli si è anche reso disponibile a portare la causa fino alla Camera, così come già fatto per la questione del gasdotto Snam, quando lo stesso parlamentare ha presentato alla Commissione Ambiente una risoluzione, poi approvata, ai fini di individuare un percorso alternativo.
Durante la riunione di ieri il funzionario della Direzione Politiche agricole e di sviluppo rurale e Forestale, Francesco Contu, ha illustrato le caratteristiche della filiera di approvvigionamento delle biomasse in Abruzzo e in particolare quella che si attiverebbe all’Aquila per rifornire la centrale.
“Così come abbiamo sempre sostenuto noi – ha sottolineato la Righi – è emerso anche ieri che le risorse di cui dispone il territorio non sono assolutamente sufficienti”.




