L’AQUILA – L’ultima speranza degli oppositori della centrale a biomasse di Bazzano è l’appoggio della politica regionale.
Sono stati infatti convocati anche i consiglieri regionali Carlo Costantini (Idv) e Giuseppe Di Pangrazio (Pd) all’incontro che si terrà oggi alle 17, presso la sala civica di Paganica, organizzato dalla onlus Salviamo Paganica, in prima linea contro l’impianto.
“Chiederò ai rappresentanti del Consiglio regionale – ha spiegato l’assessore comunale all’Ambiente, Alfredo Moroni, che presenzierà all’incontro – di presentare una risoluzione o un ordine del giorno affinché sia preso un indirizzo politico sulla questione, che potrebbe essere utile alla causa”.
A dare speranza ai comitati e ai cittadini oppositori all’impianto, la recente risoluzione votata dall’assise regionale riguardo la centrale a biomasse Powercrop, che dovrà essere realizzato nel Fucino, che ha sospeso il procedimento sulla base dell’autorizzazione concessa dal comitato Via (Valutazione impatto ambientale) e chiesto che si avvii una nuova valutazione ambientale.
La questione della centrale a biomasse che verrà realizzata nel nucleo industriale di Monticchio,dall’azienda Futuris Aquilana è però diversa da quella di Avezzano. “Nel caso aquilano – spiega Moroni – non c’è bisogno dell’autorizzazione Via perché la centrale è inferiore ai 7 megawatt (l’impianto di Monticchio sarà di 5,5 megawatt, ndr), basta l’autorizzazione data dalla conferenza di servizi”.
Portare però la questione all’attenzione dell’assise regionale può servire ad “ampliare la platea delle istituzioni interessate”, ha sottolineato Moroni.
Il tempo, intanto, stringe. La ditta Futuris Aquilana ha già infatti acquistato i terreni ed è pronta ad avviare i lavori. “Speriamo – ha aggiunto Moroni – che attendano almeno l’esito dei due ricorsi al Tar che sono stati inoltrati contro l’impianto”.
Nonostante le rassicurazioni fatte durante un convegno organizzato presso la facoltà di Ingegneria lo scorso 19 ottobre dalla stessa ditta, su un “impianto sostenibile che avrà un impatto positivo sul territorio aquilano sia in termini economici sia occupazionali”, rimangono molte le preoccupazioni e le opposizioni di alcuni comitati e cittadini.
“Il nostro territorio – ha spiegato Patrizia Righi, della onlus Salviamo Paganica – verrà ulteriormente penalizzato da questo impianto. Nei prossimi mesi l’inquinamento a Paganica sarà altissimo, dato che vi transiteranno più di cento tir al giorno per lo smaltimento delle macerie pubbliche alla Teges. A questi si aggiungeranno i circa 25 camion per l’approvvigionamento della centrale. Le condizioni urbanistiche della zona sede dell’impianto sono profondamente mutate rispetto a quando il progetto è stato elaborato. L’area infatti era prevalentemente industriale, ora invece sono sorti nella zona i nuovi insediamenti del progetto C.a.s.e., l’Università, il Tribunale, che prima non c’erano”.
All’incontro di oggi sono stati invitati anche l’onorevole del Pd Giovanni Lolli, l’assessore al Comune dell’Aquila Fabio Pelini, il presidente della X circoscrizione di Paganica, Ugo De Paolis e il presidente degli usi civici Ferdinando Galletti.




