L’AQUILA – Il comitato ‘No biomasse’ presidierà pacificamente il Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila per tutta la giornata di domani, mercoledì 6 novembre, data nella quale il giudice si pronuncerà in merito al ricorso presentato da una delle associazioni aderenti al comitato, contro la costruzione della centrale del capoluogo di regione in località Bazzano.
BIOMASSE: COMITATO DEL NO DOMANI PRESIDIA IL TAR IN ATTESA DELLA SENTENZA
di Marianna Galeota“Vogliamo ribadire al Tar il coinvolgimento e la sensibilizzazione di tutta la cittadinanza verso questo problema, affinché non appoggi i poteri forti – afferma ad AbruzzoWeb Antonio Perrotti, componente del comitato – Saremo lì in modo sereno e pacifico ad attendere la sentenza”.
Perrotti si dice fiducioso sulla sentenza del tribunale che, secondo lui, dovrebbe andare “in un’unica direzione possibile e cioè quella del decadimento dell’Autorizzazione unica regionale, ottenuta grazie a una conferenza dei servizi alla quale non hanno partecipato né le Autorità di bacino, né il Genio civile regionale”.
Nel frattempo, ieri sera, il comitato si è riunito a casa Onna, insieme all’assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris e al consigliere provinciale in quota Pd Pierpaolo Pietrucci, per fare il punto della situazione e stilare la versione definitiva del documento che arriverà in Consiglio provinciale e racchiude le istanze contrarie alla centrale.
Il progetto della struttura, per Perrotti, non è affatto definito ed è “tutto da rivedere”.
“Innanzitutto il legnatico di cui necessitano le 14 centrali autorizzate in Abruzzo per alimentarsi non è presente sul territorio – spiega – Ci vuole, infatti, 1 milione di tonnellate l’anno a fronte di una disponibilità di 100 mila tonnellate, secondo i piani di assestamento forestale regionale. Temiamo quindi che si possano andare a bruciare altri materiali, come i rifiuti solidi urbani o legname che arriva a poco prezzo dal Medio Oriente, Canada e Usa”.
Altro nodo cruciale da sciogliere resta quello della zona in cui la centrale dovrebbe essere costruita, fattore per “nulla tenuto in considerazione nell’ambito delle autorizzazioni concesse alla società Futuris – prosegue Perrotti – In quel punto c’è il massimo rischio di alluvione. Proprio per questo motivo, sarebbe stato opportuno far partecipare alla conferenza dei servizi anche le Autorità di bacino e il Genio civile regionale che si occupano proprio di questo”.
Inoltre, la centrale dovrebbe sorgere nella zona B del piano paesistico del fiume Aterno e, in questo caso, “servirebbe la verifica di compatibilità ambientale – puntualizza – Anche questa procedura non è stata rispettata, pur essendo obbligatoria, secondo la direttiva comunitaria, che stabilisce che tutti gli interventi entro zone protette devono essere compatibili. La zona di Bazzano ha da un lato il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e dall’altro il Parco del Sirente Velino”.
“Dal progetto, inoltre, si vede chiaramente che il locale di stoccaggio delle biomasse si trova a -5 rispetto al piano campagna – conclude – Questo vuol dire che in caso di alluvione, sarebbe il primo ad allagarsi con danni considerevoli”.
LIRIS ALLA FUTURIS: ”PAURA DI AFFRONTARE ARGOMENTO POLITICO”
“Sono allibito da questa paura che ha la Futuris, che diventa anche sospetta, ogni volta che il discorso sulla centrale a biomasse prende una deriva di carattere politico”.
L’assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris replica così alla smentita giunta dalla Futuris Aquilana, azienda che costruirà la centrale a Bazzano, su alcuni dei contenuti dell’audizione in Consiglio provinciale del presidente, Antonio Nidoli.
L’azienda ha ha corretto il resoconto rilasciato dall’assessore ad AbruzzoWeb, sottolineando che la valutazione di Nidoli, è stata solo tecnica senza alcun riferimento politico alle amministrazioni di Comune, Provincia e Regione Abruzzo che, ai tempi dell’autorizzazione concessa, erano tutte di centrosinistra.
“La Futuris ha affermato in commissione di aver interloquito con i vertici delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali e quando il presidente della commissione di Vigilanza Lucia Pandolfi ha chiesto in quale anno, è stato risposto il 2008 – spiega Liris – Quindi l’anno che ha visto Massimo Cialente come sindaco dell’Aquila, Stefania Pezzopane come presidente della Provincia e Ottaviano Del Turco a capo della Regione”.
Liris mette in evidenza un “certo timore” da parte della società Futuris, “ogni qual volta si approcci all’argomento politico”.
“La gente deve avere contezza anche delle scelte politiche – puntualizza ancora – Non c’è nulla di male in quello che hanno fatto loro, il male si trova nell’assenza di assuzioni di responsabilità da parte degli organi politici che governavano in quel periodo, nel momento in cui è stata presa una decisione che ha creato malcontento”.
L’assessore alla Ricostruzione invita, infine, la Futuris a “non avere paura di avvicinarsi all’argomento politico perché non toglie nulla al loro comportamento, peraltro corretto, adottato fino ad oggi”.
CONSIGLIO PROVINCIALE D’URGENZA SU BIOMASSE IN CONTEMPORANEA AL PRONUNCIAMENTO DEL TAR
Domani mattina alle ore 10.00, in contemporanea al pronunciamento del Tar sul ricorso presentato da un’associazione aderente al comitato ‘No biomasse’, ci sarà un Consiglio provinciale d’urgenza per la trattazione della tematica dell’insediamento della centrale a biomasse all’interno del Nucleo Industriale di Bazzano e, in particolare, sulla possibilità o meno di fare proprio, da parte dei consiglieri, il documento prodotto in sede di commissione Ambiente da parte dei commissari afferenti a quest’ultima.
“Ricordo che arriviamo a questo consiglio provinciale dopo aver già trattato il punto in questione nello scorso consiglio, che ha deciso di rinviare il punto a domattina, cosicché in sede di commissione ci fosse la possibilità di audire le diverse posizioni in campo”, afferma l’assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris.
“Le posizioni in campo sono note, ognuna con le proprie argomentazioni e prerogative – conclude Liris – Ciò che ci si augura da amministratori e da politici è che si esca dall’apatia culturale, emozionale e partecipativa sotto la quale sembra vivere la popolazione aquilana. Non si può aspettare che sia sempre qualcun altro a togliere le castagne dal fuoco: il Territorio appartiene a tutti noi e siamo tutti responsabili del nostro presente e soprattutto del nostro futuro”.
Intanto...
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