CASTEL DI SANGRO – I bochi di Castel di Sangro (L’Aquila) al centro del progetto “Life” del Corpo forestale dello Stato dal titolo ‘Gestione multiuso delle foreste: ciclo del carbonio, biodiversità e benessere socio-economico”.

Tra gli obiettivi principali del progetto, definiti nella prima riunione di coordinamento, l’analisi degli impatti che le differenti forme di gestione delle foreste hanno riguardo alla biodiversità e al ciclo del carbonio; la definizione e il confronto tra vari indicatori di Gestione Forestale Sostenibile; l’elaborazione di ‘buone pratiche’ selvicolturali per la conservazione e il miglioramento degli stock di carbonio tali da proteggere al contempo la biodiversità, il paesaggio e i legami tra gli ecosistemi; l’informazione, e la divulgazione a differenti livelli, sulle prospettive della Gestione Sostenibile delle Foreste anche tramite aree di saggio dimostrative. Il progetto, che terminerà nel 2015, sarà coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e vedrà tra i partecipanti anche l’Università degli Studi del Molise, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura, l’Istituto Sloveno per la Selvicoltura, le Regioni Molise e Veneto.

Oltre a quello di Castel di Sangro, i boschi gestiti dagli Uffici Territoriali per la Biodiversità di Tarvisio, Vittorio Veneto, Vallombrosa, Isernia, Mongiana costituiranno le aree d’intervento e di studio.

A curare i monitoraggi faunistici sulle aree campione provvederanno il Centro Nazionale Studio e Conservazione Biodiversità Forestale ‘Bosco Fontana’ e il Centro di Ricerche Ambienti Montani (CeRAM) dipendenti rispettivamente dagli UTB di Verona e di Castel di Sangro.

La partecipazione della Forestale, sottolinea il Cfs in una nota, consolida un importante collegamento tra le attività dell’Ufficio per la Biodiversità e il mondo della ricerca oltre a rappresentare un riconoscimento del ruolo che il Corpo forestale svolge nello sviluppo di politiche e strategie innovative nel campo della gestione forestale”.