L’AQUILA – “L’Italia dei valori esprime soddisfazione per la promessa del governo di trasferire il contributo straordinario di 16 milioni e anche perché così si augura che sia finita la sceneggiata sul bilancio preventivo, messa in campo dal sindaco, Massimo Cialente e da qualche assessore, che aveva stufato gli aquilani, con attacchi anche al governo Renzi, bravo la mattina e cattivo la sera, per motivare l’aumento delle tasse e per coprire i ritardi nella gestione amministrativa”.

Si spacca l’Idv, partito che esprime l’assessore comunale dell’Aquila al Bilancio Giovanni Cocciante, contestando sindaco e Giunta sulla questione del bilancio.

Una divisione che ricalca la guerra interna sempre in corso nel partito, con l’anima critica del centrosinistra, legata al predecessore di Cocciante nonché segretario regionale Lelio De Santis, che si contrappone ai lealisti del centrosinistra e cialentiani rappresentati dal consigliere Giuliano Di Nicola.

I critici escono sul bilancio con una nota caustica di Gian Luca Capanna, coordinatore cittadino, e Paolo Mingroni, componente del coordinamento.

“Il bilancio si può approvare, in attesa del contributo straordinario, con i conti fatti quadrare con il taglio delle spese rinviabili, dell’indennità aggiuntiva per i dirigenti, che secondo il sindaco hanno colpe anche per i ritardi sul bilancio, e, soprattutto, recuperando l’evasione fiscale, come aveva comunciato a fare l’assessorato alle Finanze e ai Tributi sotto la guida dell’assessore Lelio De Santis”, scrivono.

“Ampliare la base imponibile e cercare di fare pagare tutti è il modo più equo per evitare l’aumento della tassazione e coprire i minori trasferimenti dello Stato, che con il passar del tempo scompariranno – proseguono – Di sicuro, nella difficile condizione in cui versano le famiglie aquilane che non ce la fanno più, tutto si può fare meno che aumentare le tasse!”.

“E una giunta di sinistra, che dovrebbe tutelare i ceti più deboli, le famiglie meno abbienti, i commercianti che stentano a ripartire, non può perdere la sua credibilità rinunciando alla sua missione e al suo programma di mandato”, concludono Capanna e Mingroni.