L’AQUILA – “Tra la Campania e L’Aquila c’è una grande differenza, qui tutti gli impegni e le promesse sono state rispettate”.

Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, a margine di un convegno sul terremoto nel capoluogo abruzzese in cui ha parlato anche del rapporto che si è instaurato tra cittadini e Protezione civile: “I sentimenti degli aquilani non possono essere manipolati”, ha detto.

In ultimo il sottosegretario ha anche sottolineato una specificità tutta italiana: “Nessuno come noi cura i traumi psicologici di chi è coinvolto in eventi come il terremoto”.

Bertolaso ha poi preso parte a una cerimonia a Fontecchio, in cui dieci Comuni dell’Aquilano hanno voluto ringraziare il servizio nazionale di Protezione civile per l’attività svolta nei mesi del post-terremoto, conferendogli la cittadinanza onoraria.

Sono le amministrazioni di Barisciano, Capestrano, Fagnano Alto, Fontecchio, Ocre, Poggio Picenze, Sant’Eusanio Forconese, San Demetrio né Vestini, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.

”ALL’AQUILA RISPETTATE TUTTE LE PROMESSE”

“Inizialmente, tra il 2008 e il 2009 – ha spiegato Bertolaso – il lavoro in Campania è stato portato avanti in un clima di informazioni, controlli e certezze. Poi però come tutti sanno, dal 1° gennaio di quest’anno la Protezione civile ha lasciato la responsabilità di quel settore e sono state le autorità locali a farsene carico”.

“È possibile che, a partire da quel momento – ha insinuato il capo dipartimento – ci siano stati equivoci, ritardi e incomprensioni, magari anche qualche promessa che poi si è scoperto non poteva essere mantenuta”.

“A me sembra – ha detto Bertolaso – che nel paragone con L’Aquila ci sia una grande differenza: qui le promesse sono state mantenute, poi ognuno è libero di valutare e giudicare democraticamente ciò che è stato fatto all’Aquila e quello che è stato fatto in Campania fino al 31 dicembre 2009”.

”I SENTIMENTI DEGLI AQUILANI NON SI POSSONO MANIPOLARE”

L’AQUILA – “I sentimenti degli aquilani e dei cittadini non possono essere strumentalizzati e non possono essere manipolati, sono loro che decidono in base a ciò che vedono, ciò che ascoltano, ciò che soffrono e ciò che vivono”.

Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, intervenendo a Fontecchio alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla Protezione civile.

“Credo che l’aspetto più importante – ha affermato – sia il valore dei rapporti e di questo legame instaurato con questo territorio. Al di là di quelli che sono i giudizi formulati da chi magari all’Aquila non c’è mai venuto”,

“Il fatto che oggi ci siano questi comuni che conferiscono la cittadinanza alla Protezione civile – ha aggiunto il sottosegretario – rappresenta un segnale importante, a testimonianza di un lavoro serio e di un impegno che è stato portato avanti da questo territorio”.

Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle forze dell’ordine e delle squadre di soccorso, oltre a numerosi rappresentanti della stessa Protezione civile.

I Comuni favorevoli all’onorificenza sono stati: Barsiciano, Capestrano, Fagnano Alto, Fontecchio, Ocre, Poggio Picenze, Sant’Eusanio Forconese, San Demetrio ne’ Vestini, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.

NESSUNO CURA TRAUMI PSICOLOGICI COME NOI

L’AQUILA – “Siamo l’unico Paese che si occupa di quelli che sono i traumi psicologici delle persone che vengono coinvolte in tragedie come quella del terremoto”.

Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, in apertura del convegno “Ambiente terra, ambiente bambino. Dalla gestione dell’emergenza alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post-traumatico dei minori aquilani”.

“Non c’è Paese al mondo – ha spiegato – che abbia sviluppato un’attenzione, ma anche un’esperienza in questo campo. Di recente sono stato a Bruxelles a parlare di queste tematiche e la nostra parte relativa all’assistenza ai minori, ma anche agli adulti e ai soccorritori, è stata vista come un’attività assolutamente innovativa che deve essere sviluppata”.

Bertolaso ha ribadito l’importanza di portare avanti iniziative di sostegno e assistenza ai più piccoli “perché i traumi che si subiscono in questa situazione si proiettano poi nel futuro”.

“La prima assistenza – ha aggiunto – è fondamentale, ma non bisogna poi perdere l’attenzione nei confronti dei più piccoli e bisogna accompagnarli nel loro percorso di crescita”.

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