L’AQUILA – È stato il segretario del Pd Pierluigi Bersani ad aprire le manifestazioni organizzate all’Aquila in occasione della “Festa democratica della cultura” che si protrarrà fino a domenica 12 settembre al Parco del sole, a pochi metri dalla Basilica di Collemaggio.
Parlando di ricostruzione e delle polemiche di questi ultimi giorni Bersani ha affermato:
“È inutile fare polemiche, qua bisogna fare fatti e mettersi a lavorare per aggiustare le cose. Ci sono cose che non vanno, lo sanno tutti, dobbiamo ancora mettere su con i piedi per terra un percorso legislativo sulla strada che porta alla ricostruzione, che non sarà breve. Dobbiamo chiarire alcuni aspetti, temi come quello degli indennizzi piuttosto che i contributi, come quello della fiscalità, argomenti sui quali il Governo ha preso impegni verbali ma che ancora non sono stati convertiti in norme scritte”.
“Credo – ha aggiunto – che il commissario Chiodi farebbe bene a chiedere, come noi chiederemo, che gli aspetti normativi ancora non risolti lo siano. Su un ordine del giorno del parlamentare Giovanni Lolli prima della chiusura della Camera per le ferie estive abbiamo ottenuto una larga adesione su un principio molto banale: si fa come gli altri terremoti, punto e basta. Un ordine del giorno è un ordine del giorno, adesso vediamo alla ripresa che succede”.
“Noi siamo meglio di come è il Paese ora. L’Aquila è la drammatica metafora del berlusconismo. L’Aquila è come gli altri terremoti e necessita di una legge, un canale finanziario certo”.
“IL PDL E’ IN CONFUSIONE”
Sulle dinamiche e gli scenari nazionali alla luce della profonda spaccatura nel Pdl il segretario Bersani ha affermato:
“Credo abbiano un po’ di confusione in testa, francamente. Non possono andare al Colle e chiedere di spostare il presidente della Camera, come ha detto Bossi, perché finché non c’è la costituzione di Arcore, devono rispettare la Costituzione su cui hanno giurato. Se vogliono un consiglio da amico, vista la crisi ormai conclamata del centrodestra, facciano una cosa regolare: vadano in Parlamento, dicano che non sono in condizione di governare e si rimettano al presidente della Repubblica e al Parlamento, punto e basta. È la cosa più semplice e più normale che loro dovrebbero fare”.
Durissimo il giudizio sul presidente del Consiglio e il leader della Lega:
“Sono sbandati perchè non sanno nemmeno loro ciò che devono fare. Il loro è un modo scomposto di ragionare fuori da ogni regola. Fino a che non ci sarà la Costituzione di Arcore devono rispettare la costituzione. C’è qualcosa che sta cedendo. E’ una fase che sta vedendo il suo tramonto. Loro dovrebbero andare in Parlamento a dire che c’è una crisi politica in atto nel centro destra. Ma non lo faranno. Le elezioni non sono una strada così liscia”.
“Noi (riferendosi al Pd, ndr) non abbiamo paura delle elezioni anticipate che hanno un padre ed una madre: Berlusconi.Il Pd ha proposto di andare al capo dello Stato per creare un Governo di transizione volto alla modifica della legge elettorale.Come cambiarla? Il primo punto è questo: il cittadino deve poter scegliere il proprio deputato”.
Sul fatto che il centrosinistra sembri essere ‘variegato’, Bersani replica: ” lo è meno di quello che appare dalle cronache quotidiane: sono convinto che siamo in condizione di fare un’alleanza forte con le forze del centrosinistra, e di rivolgere da lì un appello, un invito a tutti quelli che hanno interesse alle regole. A cominciare dalla legge elettorale, perché non si fa da soli: cominciano a esserci i voti anche da quelli del centrodestra che ritengono che questa legge elettorale sia un disastro, e quindi penso che questo sia un punto sul quale possiamo avere una convergenza più ampia di quello che si pensa”.
(a.o.)



