L’AQUILA – Oscillano tra speranze, scetticismo e chiusure nette le posizioni dei parlamentari abruzzesi alla notizia dell’avvenuto conferimento dell’incarico per la formazione del nuovo governo a Pier Luigi Bersani.

Il leader del Partito democratico e del centrosinistra ha ricevuto oggi pomeriggio dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il mandato per trovare una maggioranza nelle due Camere e dare vita al nuovo esecutivo.

Un percorso a ostacoli, in particolare al Senato, dove i numeri disegnano uno scenario complesso, con il Pd che deve necessariamente trovare un’intesa o con il Movimento 5 stelle o con il Popolo della libertà.

Un’ipotesi scartata decisamente dalla pasionaria aquilana grillina Enza Blundo: “la nostra posizione è chiara, o un governo a 5 stelle o niente fiducia”.

Porte chiuse a Bersani, quindi: “esatto, ma ciò non significa che non stiamo già al lavoro. Io, per esempio, ho già ripreso in mano la proposta di legge popolare sul terremoto, abbandonata a marcire nei cassetti dal gennaio 2012”.

“La stiamo rivedendo con i nostri uffici per aggiornarla e ripresentarla, così come la norma sull’abolizione del quorum ai referendum – aggiunge – quello che ci preoccupa sono i fatti concreti, anche senza governo il parlamento può lavorare”.

“Certo – ammette – meglio che una guida ci sia, ma basta con questo terrorismo nei confronti dei cittadini che senza governo non si può fare nulla”.

Per il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, un habituè di palazzo Madama, dove ha trascorso due legislature prima di trasferirsi a Montecitorio: “mi sembra che questa decisione sia il preludio per il ritorno alle urne”.

“I miei timori della vigilia si sono concretizzati – aggiunge – speravo che fosse incaricato qualcun altro, in grado di esplorare l’eventualità di un governo di ‘grande coalizione’ su alcuni punti programmatici importanti”.

“Bersani invece non ha dato grandi segnali di apertura”, conclude Piccone.

Più possibilista Stefania Pezzopane, oggi al centro di un mini-giallo sulla sua adesione al gruppo misto, immediatamente chiarito come una scelta tecnica per consentire agli alleati di Sinistra ecologia e libertà di respingere “l’invasione” del centrodestra e consentire ai vendoliani di incassare la presidenza.

“Napolitano ha fatto la cosa giusta sia dal punto di vista istituzionale che politico”, dice la Pezzopane.

“Pur con un risultato critico – sottolinea – il centrosinistra ha avuto il sostegno della maggioranza degli italiani e con altre ipotesi si sarebbe falsato il responso elettorale”.

“Noi lavoreremo per far avere la fiducia a Bersani – spiega la Pezzopane – condividendo l’opportunità che almeno sugli otto punti diffusi alla chiusura delle urne ci sia la possibilità almeno di avviare una fase di governo”.

“Altrimenti – sospira – Napolitano dovrà trovare un’altra soluzione”. Pierluigi Biondi