MONTESILVANO – “Il progetto di rilancio della Stella Maris ha moltissime ambizioni, a eccezione di una: generare un rapporto conflittuale o concorrenziale con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila”.

Così la direttrice dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, Tiziana D’Acchille, che sabato scorso ha illustrato, insieme al sindaco di Montesilvano (Pescara), Francesco Maragno, la proposta che vedrebbe la ex colonia marina ospitare alcuni corsi della storica Accademia romana.

“La nostra istituzione – dice la D’Acchille – ha coltivato negli anni una relazione di collaborazione e di cooperazione con l’Accademia aquilana. Tale progetto non deve mettere in discussione la stima che nutriamo nei confronti della direzione e dei docenti dell’Accademia dell’Aquila, che dimostra continuamente competenza ed elevata professionalità”.

“Non a caso – aggiunge – nel Manifesto da noi sottoscritto e che voglio citare testualmente si legge ‘In un possibile consorzio interregionale tra l’Accademia delle Belle Arti di Roma e quella dell’Aquila, potrebbe essere colta l’opportunità di valorizzare all’interno della Colonia Marina Stella Maris le competenze acquisite, ormai da anni, da quest’ultima istituzione nell’ambito del restauro e della conservazione delle opere d’arte contemporanee”.

“Ad avvalorare il desiderio e la necessità di collaborare con l’Accademia dell’Aquila – dice ancora la direttrice – anche l’individuazione di corsi di laurea da attivare nella Stella Maris, che vanno a integrare quelli aquilani e non a competere con essi”.

“Rassicuriamo, dunque, il presidente e il direttore dell’Accademia aquilana circa la bontà di un progetto che è eticamente pulito e che intende rimanere tale. Nei prossimi passi che porteranno all’evoluzione del progetto – conclude – ci saranno senz’altro occasioni di coinvolgimento attivo dell’Accademia dell’Aquila”.

NUOVE BOCCIATURE DA L’AQUILA

L’ACCADEMIA DELL’AQUILA: “NON COINVOLTI, COLLABORIAMO MA NO A SOVRAPPOSIZIONI”

“L’Accademia di Belle Arti di L’Aquila ha appreso con sorpresa dell’iniziativa assunta dal Comune di Montesilvano in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma per l’ipotetica apertura di una succursale della stessa nel complesso Stella Maris della città adriatica – si legge – L’Accademia dell’Aquila, da 45 anni punto di riferimento in Abruzzo per la formazione artistica, non è stata informata né tantomeno coinvolta in questo progetto, del quale ha appreso i particolari dalla stampa locale”.

“L’Istituto aquilano, invece, è perfettamente in grado e anzi intenzionato a collaborare, in un’unione di intenti, in questa nascente struttura, così come già fa, con la Fondazione Michetti di Francavilla al Mare che è l’altro interlocutore del progetto in questione – è la successiva apertura – L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila auspica di evitare sovrapposizioni territoriali che rischiano di creare confusione tra i giovani che intendono frequentare i nostri corsi di laurea. L’Abaq, nata nel 1970, è una delle venti Accademie italiane aventi i corsi di Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione, Grafica, e una delle cinque ad avere il corso unico quinquennale di Restauro abilitante alla professione”.

“Per questi motivi il Presidente e il Direttore dell’accademia aquilana, Roberto Marotta e Marco Brandizzi, si dichiarano disponibili a ogni forma di collaborazione per il migliore utilizzo del complesso Stella Maris con l’obiettivo di farlo diventare un polo importante per uno sviluppo armonico ed equilibrato dell’intero territorio regionale”, conclude.

L’ASSESSORE LEONE: “NO A INUTILI DOPPIONI” 

“Ritengo diventi sempre più urgente un confronto con il presidente D’Alfonso, per capire quale sia la strategia culturale per l’intera regione”.

Lo dichiara l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Betty Leone, alla luce delle notizie relative all’apertura di una sede distaccata dell’Accademia delle Belle Arti di Roma all’interno della Stella Maris a Montesilvano.

“La notizia è stata un fulmine a ciel sereno. Moltiplicare le istituzioni e i centri di formazione, creando inutili doppioni, è fuori da ogni logica. Vanno valorizzate le eccellenze della regione, sfruttando al meglio le vocazioni di ciascuna, in una logica di rete – prosegue – In un momento in cui la Regione è costretta a tagliare i fondi alle istituzioni culturali, le Province perdono competenze e dunque trasferimenti e risorse per la cultura, non è pensabile adottare iniziative che non siano inserite in un progetto culturale che guardi al mantenimento delle nostre eccellenze e anche alle politiche di sviluppo abruzzese”.

“C’è bisogno di una strategia culturale organica, che rilanci l’intero territorio regionale e dia valore e dignità alle strutture di prestigio che già operano da anni”, conclude.