L’AQUILA – Si incendia lo scontro per l’insediamento della Coop nel comune aquilano di Scoppito.

La vicenda è tornata di attualità dopo la sospensiva del Tar al provvedimento dell’attuale amministrazione che boccia la proposta di cambio di destinazione d’uso da artigianale a commerciale di uno dei capannoni dove dovrebbe insediarsi il supermercato, di proprietà dell’imprenditore aquilano Graziano Rosone, che ha annunciato per questo motivo di voler andare al contenzioso con una richiesta di risarcimento milionaria.

Una svolta per la quale la minoranza in Consiglio comunale, capeggiata dall’ex sindaco Dante De Nuntiis, originario sostenitore dell’arrivo della Coop, invoca l’intervento della Corte dei conti in caso arrivasse la condanna del giudice amministrativo a pagare nell’udienza di merito fissata al luglio del 2014.

A De Nuntiis fa da contraltare il sindaco Marco Giusti, che precisa ad AbruzzoWeb che la decisione del Tar verrà rispettata e che “saranno fatte integrazioni all’attività istruttoria”, ma ci tiene a ristabilire i ruoli e, anzi, alza i toni sia nei confronti dello stesso Rosone che della stessa opposizione comunale.

“Tutti pensano che la variante al piano regolatore per far arrivare la Coop a Scoppito sia un atto dovuto, ma vorrei ricordare che la programmazione generale sul territorio e il potere decisionale spettano al Comune e a nessun altro”, tuona.

Un’area, quella in questione, in forte espansione dopo il sisma del 6 aprile 2009, nella quale sono già presenti altri supermercati e due centri commerciali e dove presto ne nascerà un terzo di circa 1.500 metri quadrati, proprio nelle immediate vicinanze dello stabile di Rosone.

“Non siamo contrari all’insediamento, ma quello in questione è un procedimento derogatorio che dobbiamo valutare – assicura il primo cittadino – È facile chiedere una variante e poi gridare ‘al lupo al lupo’ dopo una risposta negativa. Ci sono problemi di viabilità in quel punto, relativi al carico infrastrutturale, che vanno risolti, altrimenti si creerebbe un rischio per l’incolumità dei cittadini che, invece, vanno tutelati”.

Il caso Coop, dopo essere stato secondo molti tra le cause della fine della Giunta De Nuntiis, riaccende oggi acredini lunghe 3 anni tra l’ex primo cittadino e Giusti, che incalza: “Non si può caricare l’area di insediamenti lasciando la viabilità in quella condizione e con transito su strade private. L’ex sindaco poteva risolvere il problema con una programmazione più attenta del piano regolatore a suo tempo. La zona artigianale in questione è frutto del suo lavoro”.

Un’amministrazione, quella di Giusti, “nata esclusivamente per dire no alla Coop”, secondo De Nuntiis, che non va per il sottile e contrattacca: “Il sindaco si arrampica sugli specchi! Dovrebbe sapere, infatti – sbotta – che il problema del cambio di destinazione d’uso era stato già risolto a suo tempo con l’approvazione del piano commerciale regionale che lo rendeva possibile e con il parere positivo della conferenza dei servizi”.

In relazione alla sentenza del Tar che obbliga il Comune a riportare in Consiglio il provvedimento che boccia la richiesta di Rosone, De Nuntiis precisa: “Ero certo che il Tar avrebbe concesso la sospensiva e nel merito gli darà ragione”, l’udienza è fissata ne luglio del 2014.

Con il diniego al cambio di destinazione d’uso, il comune di Scoppito non si sarebbe solo opposto al via della conferenza dei servizi, “ma anche a quello del suo stesso ufficio tecnico che ha dato parere positivo all’insediamento della Coop, facendo una proposta di delibera favorevole – incalza ancora De Nuntiis – L’amministrazione, di contro, si è avvalsa del parere di un avvocato esterno al Comune per confutare la parola del suo stesso ufficio”.

In riferimento alla richiesta milionaria di risarcimento da parte di Rosone, De Nuntiis aggiunge: “Faremo in modo che intervenga la Corte dei conti affinché non siano i cittadini a pagare il rimborso, ma gli amministratori che hanno sbagliato”.

Un esercizio commerciale che garantirebbe occupazione e un servizio ulteriore per tutti i cittadini di Scoppito che è stato “negato per anni, avvalendosi di futili pretesti – conclude l’ex primo cittadino – Qualsiasi imprenditore davanti a una condotta così sciagurata scapperebbe, dopo un anno e mezzo di tira e molla. Chi ci rimette qui è la collettività”.