L’AQUILA – “Come ai tempi dei carbonari, anche nel nostro paese, e nonostante si sia nel 2015, si assiste a riunioni tra amici ma questa volta, non per organizzare una rivoluzione, ma per decidere, fra pochi intimi, il futuro della ricostruzione e del paese”.

Lo scrivono in una nota i consiglieri del Comune di Barisciano (L’Aquila) del Gruppo Barisciano Bene Comune, attaccando il sindaco, Francesco Di Paolo.

Il riferimento dei consiglieri è “alla riunione indetta dal sindaco, e, pare, convocata via sms, presso l’edificio scolastico di Picenze”.

“Se per la ricostruzione usassero soldi propri, si potrebbe anche comprendere un comportamento di questo tipo ma visto che la ricostruzione è assicurata da soldi pubblici, noi non accettiamo un simile comportamento, soprattutto da parte del primo cittadino – proseguono – Correttezza vorrebbe, quantomeno, che si aprisse una discussione pubblica sullo stato della ricostruzione, su come andrebbe affrontata laddove ci fossero problemi che accomunano più aggregati, sul piano colori da adottare onde evitare che Barisciano venga tramandato come un paese arlecchino, sullo stile da adottare per le opere di arredo urbano (targhe viarie, numeri civici, tabelle e impianti di segnaletica stradale, commerciale e/o istituzionale) consci che sia una componente importante per qualificare la funzionalità e la gradevolezza del nostro paese, sulla rete di sottoservizi che non può essere certo realizzata a ricostruzione ultimata, su come si potrebbe adeguare il piano di ricostruzione visto che è carente in molti punti e non esiste traccia di recupero/valorizzazione di alcune parti di paese”.

“La conta delle gru può essere utile solo a chi deve sistemare qualche terza o quarta casa o qualche pagliaio per poi affittarlo, può interessare qualche impresa che con la ricostruzione ne trae vantaggi – aggiungono – qualche studio che con le progettazioni recupera denaro, certamente non è utile a chi ha in mente un’idea diversa di paese e pensa che lo sviluppo vada messo al primo posto cercando di valorizzare al massimo le risorse che il paese ha a disposizione e cioè, l’aria, l’acqua, il paesaggio e i suoi 1000 metri sulla S.S.17”.

“Un paese ricostruito, senza abitanti, senza un ruolo, non serve a nessuno, tantomeno ai cittadini – concludono – Ognuno è libero di sentirsi con chi vuole e noi non vogliamo vietarlo neanche al sindaco. Sia chiaro, però, che se si pensa che con queste riunioni di pochi, convocate con i pizzini, ci si senta autorizzati a decidere le sorti di una intera popolazione, ci si sbaglia di grosso e noi saremo i guardiani e custodi del rispetto delle regole e della legalità e lavoreremo per portare il nostro paese a discutere e a riflettere sul proprio futuro”.