BARISCIANO – Le campagne devastate dai cinghiali fanno scendere del 50% il raccolto a Barisciano (L’Aquila).

A denunciare “una situazione sempre più sconsolante”, a pochi giorni dalla fine della mietitura dei cereali, sono alcuni agricoltori della zona che si dicono “esasperati” dal branco di circa 300 cinghiali che assedia le colture e il centro del paese ormai da mesi.

Una piaga che sta devastando non solo i campi di cereali e di patate del piccolo comune aquilano, ma anche quelli di zafferano, fiore all’occhiello dell’agricoltura del vicino paese di Navelli.

L’abbattimento selettivo per il controllo della popolazione dei cinghiali, stabilito nell’intesa firmata dalla Provincia dell’Aquila, dalle associazioni agricole e dalla polizia provinciale “è servito a poco – spiegano gli agricoltori – e almeno a Barisciano non ha sortito gli effetti desiderati: non è stato abbattuto neppure il 10% dei cinghiali, infatti”.

Rabbia e malumori tra i coltivatori di Barisciano che hanno promosso nei mesi scorsi anche una raccolta firme per velocizzare i tempi dell’abbattimento selettivo, che comunque a loro avviso “non è servito a nulla”, improvvisando anche ronde notturne per controllare i propri campi.

“Se da una parte gli enti preposti incoraggiano a non abbandonare i terreni, a difendere la bio diversità e le colture tipiche, dall’altro lato, difendono i cinghiali che distruggono le colture”, concludono.