L’AQUILA – “Più passa il tempo e più si aggrava la situazione relativa ai crolli delle grotte sotterranee del mio paese”.
La denuncia arriva da Clara Camardese, residente nella frazione di Picenze di Barisciano (L’Aquila). Già in passato, la donna aveva protestato con il sindaco Francesco Di Paolo per le voragini che si erano aperte in corrispondenza di un cantiere, in una zona del piccolo centro abitato, in cui erano presenti nel sottosuolo delle grotte sotterranee chiamate, appunto, “grottoni”.
Come già segnalato in passato dalla donna, il primo sprofondamento era avvenuto in via del Tabaccaio. I lavori si erano fermati e la voragine era stata riempita. Riavviati i lavori, una seconda voragine, profonda circa 10 metri e distante circa 20 metri dalla prima appena chiusa, si era però riaperta a qualche giorno di distanza.
Dopo più di un anno, Clara Camardese ha deciso di scrivere al prefetto Francesco Alecci e alla senatrice del partito democratico Stefania Pezzopane “con la speranza di venire a capo di questa situazione”.
“Al momento i cantieri aperti a Picenze sono 3 – scrive ad AbruzzoWeb – ma siamo terrorizzati e non vogliamo tornare ad abitare su quelle grotte, soprattutto alla luce del fatto che le scosse di terremoto continuano a farsi sentire”.
Nel 2014, la stessa Camardese aveva contattato il geologo dell’Università dell’Aquila Moretti per metterlo al corrente della situazione.
“Dalla sua relazione – racconta – era emerso che di fatto queste grotte sono pericolose, ma nessuno lo ha ascoltato e alla fine non aveva potuto fare altro che disegnare 6 cerchi nelle zone in cui dovrebbero manifestarsi gli altri sprofondament”.
“Personalmente – aggiunge inoltre la Camardese – sono contraria ai lavori di ricostruzione, soprattutto alla luce degli studi di Moretti, anche perché più passa più la situzione va peggiorando”.






