BARETE – Otto lunghi anni in attesa di poter rientrare nella propria casa terremotata, fino a vedersi svanire il “sogno” a causa della scelta del sindaco che “mi sta negando l’opportunità di rientrare nella mia casa, sta ostacolando l’unica possibilità che ho di ritornare nel mio paese natale”.
Lo denuncia un 82enne di Barete (L’Aquila), che ha messo nero su bianco lo stato di delusione e sfiducia che lo assale, in una lettera ai concittadini pubblicata integralmente qui sotto.
Secondo Donato Del Papa, le “scelte politiche e amministrative” del sindaco Leonardo Gattuso “non sono dettate dal buon senso ma da rancori personali che si sono radicati con gli anni e che stanno portando allo stallo il rifacimento della mia casa di Barete”.
Gattuso, però, rispedice le accuse al mittente e annuncia querele.
“Ho già parlato con l’avvocato – le sue parole ad AbruzzoWeb -. Del Papa è un vecchio sindaco coinvolto in diverse inchieste, per adesso non dico altro”.
LA LETTERA
Cari concittadini di Barete, cari tutti, sono Donato Del Papa, un uomo di 82 anni, che ha trascorso l’intera esistenza dedicandosi al lavoro e alla famiglia, tra tanti sacrifici e rinunce avevo creato qualcosa che mi rendeva orgoglioso e fiero: la mia casa.
Dico “avevo” perché in quella casa, che condividevo con mia moglie Pia,da otto lunghissimi anni non posso più vivere, l’evento sismico del 6 aprile 2009, mi ha cacciato.
È da allora che, come molti, attendevo di poter rientrare, di poter rivivere le mie abitudini, il mio paese, e invece no, in quella casa non posso più tornare e, considerata l’età, questo purtroppo, non accadrà più.
Tale pensiero mi angoscia e affligge, mi fa sentire impotente e inutile perché non è stato solo il terremoto a togliermi la dignità come uomo ma anche chi avrebbe dovuto tutelare gli interessi di tutti i cittadini: il sindaco.
Ebbene sì, proprio il sindaco mi sta negando l’opportunità di rientrare nella mia casa, sta ostacolando l’unica possibilità che ho di ritornare nel mio paese natale.
Dopo tante vicissitudine e battaglie legate alle opere di ricostruzione, quando finalmente si vedeva uno spiraglio per poter portare a termine i lavori, l’intransigenza del sindaco ha sbriciolato tutte le mie speranze per una celere conclusione dei lavori, le sue scelte politiche e amministrative non sono dettate dal buon senso ma da rancori personali che si sono radicati con gli anni e che stanno portando allo stallo il rifacimento della mia casa di Barete.
Vi chiedo gentilmente di porre l’attenzione su questa triste storia e colgo l’occasione per scusarmi pubblicamente con il Consorzio se per “causa mia” non possono rientrare nelle proprie abitazioni.





