L’AQUILA – Il Tar dell’Aquila ha respinto i ricorsi delle società Santa Croce e Italiana Beverage, entrambe del Gruppo Colella, contro il bando per la concessione della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila) lanciato dalla Regione Abruzzo lo scorso 15 dicembre.

Le due società hanno annunciato la presentazione di un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione.

Grande soddisfazione è stata invece espressa dal sindaco di Canistro Angelo Di Paolo, e parte dei 75 lavoratori dello stabilimento ora licenziati, che hanno accompagnato gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia in udienza a L’Aquila, e che hanno accolto la sentenza con un ovazione. 

Nelle stesse ore a Pescara si è riunita la commissione di gara della Regione Abruzzo guidata dalla dirigente del servizio Risorse del territorio e attività estrattive Iris Flacco, che sta esaminando proprio le offerte tecniche del bando impugnato e ritenuto legittimo oggi dal Tar. Ma non ha proceduto come si era pronosticato all’assegnazione provvisoria, che per però potrebbe avvenire nei prossimi giorni. Domai sarà fissata la riunione che potrebbe essere decisiva.

In particolare, la sentenza, resa nota oggi dopo che l’udienza si era svolta l’8 febbraio scorso, ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per Santa Croce S.p.a. “per carenza di legittimazione non avendo partecipato al bando”, e per Italiana Beverage, in corsa per l’aggiudicazione, “per carenza di interesse in quanto le clausole e condizioni inserite nel bando non sarebbero immediatamente lesive e/o escludenti per la partecipazione alla gara o per la formulazione di una offerta apprezzabile”.

 “Ci aspettavamo un esito diverso – ha spiegato il patron, Camillo Colella – Purtroppo, le nostre ragioni non sono prevalse, continueremo nel nostro percorso e a sostenere le nostre ragioni nelle opportune sedi”.

Nel merito della sentenza Flacco da Pescara si limita a dire “non ho letto ancora le carte, quindi preferisco non esprimermi. Posso dire però è la conferma che è stato fatto tutto secondo le regole”.

Per quanto riguarda il bando Flacco spiega invece che “stiamo ancora esaminando nel dettaglio le proposte economiche, con un lavoro scrupoloso, domani fisseremo la data della prossima seduta, l’assegnazione provvisoria arriverà comunque in tempi molto stretti”.

In gara, lo ricordiamo,  quattro società, il gruppo Norda acque minerali di Lecco dei fratelli Pessina titolari di marchi nazionali come la Sangemini e la Monticchio Gaudianello, tra l’altro editori dell’Unità, l’associazione temporanea d’impresa (Ati) composta dalla Bruni industry srl e dalla Edilcomar, che secondo alcune voci avrebbe alle spalle un gruppo arabo, la Aqua srl dell’imprenditore avezzanese Mastrocesare e la Italiana Beverage, quest’ultima proprio del gruppo Colella, società che controlla la stessa Santa Croce Spa. Dopo l’assegnazione provvisoria la proposta dovrà essere vagliata tra le altre cose dalla Commissione valutazione impatto ambientale della Regione.

Flacco smentisce con sdegno la notizia diffusa da un sito marsicano secondo cui un membro della commissione si sarebbe sentito male appresa la sentenza del Tar. “Notizia assolutamente inventata e completamente falsa”, tiene a sottolineare.

La notizia della vittoria al Tar è stata accolta con grande soddisfazione dalla comunità di Canistro.

Il sindaco Angelo Di Paolo dichiara che “è una sentenza che conferma che la Regione il Comune erano nel giusto e ciò rafforza il percorso che abbiamo intrapreso, ovvero quello di chiudere il bando nel più breve tempo possibile, in modo tale da poter assegnare finalmente la concessione della nostra acqua, che è una delle migliori di’Italia per qualità, ad un’impresa che abbia le capacità finanziarie e imprenditoriali per riavviare la produzione e riassumere tutti i dipendenti licenziati”.