L’AQUILA – Sono 29 i progetti finanziati dal bando per la progettazione sociale ’Emergenza Abruzzo’. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra i coordinamenti nazionali più rappresentativi del volontariato italiano, si configura come una risposta al tragico evento sismico del 6 aprile 2009, che ha duramente colpito una parte cospicua del territorio della Regione Abruzzo e determinato una profonda mutazione che ha modificato sensibilmente il tessuto sociale e il sistema delle relazioni quotidiane di un gran numero di persone.
Degli 87 progetti proposti, circa la metà sono stati ritenuti idonei al finanziamento per un importo totale di euro 3.645.000,00. Il bando ha permesso il finanziamento di 29 di questi progetti, prevedendo un impegno di 2,3 milioni di euro: fondi provenienti da Fondazioni di origine bancaria e derivanti dall’accantonamento pari al 10% delle risorse nazionali della perequazione sociale, processo di ampio respiro nato per migliorare l’infrastrutturazione sociale delle regioni meridionali e per potenziare il sistema di sostegno e qualificazione del volontariato.
Le associazioni che hanno inviato delle proposte progettuali hanno sede legale nella regione Abruzzo e hanno promosso interventi nei comuni inseriti nel cratere sismico. I 29 progetti finanziati sono stati elaborati in risposta ai nuovi bisogni di un territorio caratterizzato dalla perdita della coesione sociale che ha causato rottura di legami e una situazione di sostanziale spaesamento e debolezza.
Le associazioni sono state invitate a rispondere a questi nuovi bisogni intervenendo a favore della tenuta sociale da ripristinare nella quotidianità delle persone, rafforzando le relazioni quotidiane di prossimità e relazioni interpersonali. Quattro le tipologie di progetti previste dal bando: ai più piccoli viene riconosciuto un finanziamento di 25.000 euro, ai più grandi un finanziamento di euro 200.000. I sei progetti che hanno ricevuto il contributo più consistente (classe A e B), pari a euro 800.000,00, hanno coinvolto oltre 70 organizzazioni pubbliche e private. Dall’analisi delle tipologie degli enti coinvolti si evidenzia una buona capacità di coinvolgimento di altri soggetti del privato sociale e di enti pubblici, in modo particolare dei comuni dell’area del cratere. Resta invece ancora debole la capacità del volontariato di coinvolgere organizzazione profit (soltanto cinque imprese nei sei progetti che hanno ricevuto un finanziamento maggiore) e le Università (una sola facoltà dell’Università dell’Aquila è stata coinvolta).
In ogni caso, è opportuno rimarcare la significativa partecipazione delle associazioni di volontariato della provincia dell’Aquila, stimolate anche grazie all’azione del Csvaq che ha organizzato incontri specifici su tutto il territorio della provincia; oltre a seguire e a sostenere in prima persona le associazioni nella fase della progettazione. Un impegno che non si esaurisce, ma che continuerà anche nella fase successiva di attuazione dei progetti, per fornire supporto tecnico e favorire al massimo l’impatto sul territorio di queste realtà.
Lo comunica il presidente della provincia dell’Aquila di Csvaq, Gianvito Pappalepore.





