TERAMO – “Ho il fondato sospetto che le modalità di assunzione già dichiarate illegittime, siano state adottate dalla Provincia di Teramo anche in tanti altri casi. E andrebbe fatta finalmente chiarezza anche sulle procedure anomale di gestione dei fondi europei a livello regionale e provinciale”.
La duplice bordata la scaglia Venanzio Cretarola, ex amministratore della società in house Teramo Lavoro, assolto pochi giorni fa dall’accusa di dichiarazione infedele ai fini di evasione fiscale (per la procura la società avrebbe evaso 700mila euro).
Galvanizzato dall’assoluzione, Cretarola vuole andare fino in fondo, contro la presunta malagestio dell’ente provinciale dove ha preso avvio la sua disavventura giudiziaria.
La prima vicenda a cui Cretarola fa riferimento, già raccontata da Abruzzoweb, è quella dell’Avviso pubblico per il reclutamento di 14 addetto per l’immissione dati da impiegte alla Asl di Teramo, pubblicato dalla Provincia nel settembre del 2015 poi annullata dalla Asl di Teramo in “autotutela”.
Un Avviso che aveva suscitato il forte sospetto di essere “truccato”, in quanto, dopo la denuncia di un disoccupato di Pratola Peligna (L’Aquila), che ha anche portato le carte in Procura, e a seguito delle denunce dello stesso Cretarola, è stato revocato dalla stessa Provincia di Teramo a seguito di una lettera dell’Istat che ha confermato l’esattezza delle contestazioni.
L’Avviso infatti era stato stranamente riservato ai soli “addetti all’immissione dati”, con l’esclusione di una lunga serie di figure professionali del tutto simili, diverse solo “terminologicamente” a quella di addetto all’immissione dati.
Stranezza che ha impedito a centinaia di disoccupati e disabili di poter partecipare al bando perché non in possesso dell’esatta qualifica.
“Questo Avviso pubblico non è l’eccezione – incalza ora Cretarola – è stata anzi la regola poiché da anni si utilizzano gli stessi metodi. Ho segnalato da anni alla Provincia tutto quello che era in mia conoscenza, documentandolo. Medesima segnalazione l’ho inviata alla Procura di Teramo fin dal 20 settembre 2012. Constato che appena ho iniziato a fare queste segnalazioni, sono cominciate le contestazioni nei miei confronti, partite all’interno della Provincia di Teramo”.
Idem per la seconda tipologia di irregolarità che Cretarola avrebbe segnalato, in veste prima di consulente della Provincia e poi dal 2010 come amministratore di Teramo lavoro; quella relativa alla gestione dei fondi europei.
“Le Province, non solo quella di Teramo, hanno per anni mantenuto in capo ad unico dirigente sia la gestione sia il controllo. Mentre è la stessa Europa a dire, che chi gestisce i fondi non può essere, per evidenti motivi, la stessa persona che controlla il buon esito del finanziamento che ha appunto il compito di controllare chi li gestisce. L’ho fatto presente alla Provincia fin dal 2010, ma nessuno mi ha dato retta. A gennaio 2013 la Commissione europea, come prevedibile ha deciso la sospensione dei pagamenti alla Regione Abruzzo contestandogli l’intero sistema di gestione, controllo, e certificazione della spesa e questo ha portato al blocco di circa 140 milioni di euro per due anni del budget del Fondo sociale europeo.
“Di recente – conclude Cretarola – nella primavera del 2015 i fondi sono stati sbloccati, ma dei 140 milioni ne sono stati ‘’decertificati” di circa 39 milioni di euro, corrispondenti al totale dei fondi affidati dalla Regione alle quattro Province. Decertificazione vuole dire che l’Europa non si fa carico di quelle spese, che ora sono rimaste in capo alla Regione, ovvero ai contribuenti, a meno che la Regione non riesca a far considerare legittime spese che sono già state considerate illegittime dalla stessa Commissione Europea”.




