L’AQUILA – Nuova bufera su Banca Etruria: l’ex presidente di Lorenzo Rosi e l’ex componente del Cda Luciano Nataloni sono infatti indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Arezzo.
È il Corriere della Sera a riportare le accuse di “omessa comunicazione di conflitto d’interessi, per aver sfruttato a fini personali il ruolo che avevano all’interno dell’Istituto e di averlo fatto per godere di finanziamenti che altrimenti non avrebbero potuto ottenere”.
Le contestazioni del procuratore Roberto Rossi a Rosi e Nataloni si rifanno alla relazione di Bankitalia che nel febbraio scorso decise il commissariamento di Etruria e si riferiscono al periodo che va dal 2013 al 2014, quando vicepresidente era Pier Luigi Boschi, padre del ministro delle Riforme Maria Elena.
In particolare nel dossier degli ispettori di Bankitalia veniva evidenziato come pratiche di finanziamento per 185 milioni si siano svolte in situazioni di “conflitto d’interesse”, generando 18 milioni di perdite.
Il caso del salvataggio di Banca Etruria, una dei 4 istituti (Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara) incluse nel decreto salva banche del governo dello scorso 22 novembre, coinvolge anche migliaia di risparmiatori abruzzesi tra i 130 mila obbligazionisti subordinati e azionisti che hanno visto i loro titoli diventare carta straccia.
Sono 1500 i risparmiatori coinvolti solo nel comune aquilano di Pizzoli che vede nel suo territorio la sede storica di Banca Etruria.
Gli obbligazionisti e azionisti di Pizzoli, guidati dall’avvocato del foro romano Vanna Pizzi, si sono costituiti in comitato, il primo in Italia che ha già raccolto adesioni da risparmiatori di Lazio e Toscana e che punta ancora ad allargarsi.
L’indagine avviata dai magistrati toscani va avanti e punta direttamente ai vertici, individuando possibili responsabilità nel dissesto.
Le verifiche dovranno anche stabilire come mai né la banca d’Italia né la Consob misero in guardia dai rischi legati alle emissioni obbligazionarie, e questo nonostante siano state effettuate ben tre ispezioni tra dicembre 2012 e febbraio 2015.
Insorgono anche gli obbligazionisti di Carichieti che ieri in un’assemblea con Confartigianato hanno espresso tutta la loro rabbia, affermando di essere “stati ingannati, raggirati e derubati”.
I 728 risparmiatori di Carichieti, operai, imprenditori, impiegati e pensionati hanno perso tutto in totale circa 26 milioni di euro.
RENZI: ”CHI HA TRUFFATO PAGHERA”’
In riferimento alle bad bank, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ospite a Porta a Porta ha dichiarato: “Chi ha truffato dovrà pagare e chi è stato truffato sarà risarcito”.
“Io sono molto contento che il governo abbia firmato il dl. Stiamo parlando di un milione di persone di correntisti e di 7200 stipendi non pagati. E’ chiaro che c’è qualche migliaio di persone che accederanno ad un arbitrato e si vedrà che se hanno diritto a riprendere i soldi come io auspico”, ha aggiuto.
“Fino a 3 anni fa si potevano mettere soldi per rafforzare banche. La Merkel ha messo 247 miliardi di euro. I governi precedenti in Italia hanno deciso di non farlo ma, nonostante il livello medio, le banche italiane ora sono più solide di quelle tedesche”, ha detto ancora Renzi spiegando le modifiche introdotte dal bail in.
“Ci sono troppi Cda, troppi direttori generali e troppi consulenti. Le banche vanno accorpate e lo faremo a partire dalle banche di credito cooperativo. È arrivato il momento di dire che ci sono stati troppi che hanno giocato a fare i piccoli banchieri. Io vorrei che ci fosse un gruppo bancario delle Bcc”.
“Vedo un attacco al governo per dire che è tutta colpa del governo. Non risponderò che è colpa di altri. Io difendo tutte le realtà istituzionali in questo momento perché si riesce insieme da una situazione di tensione. Poi le responsabilità si verificheranno in una commissione d’inchiesta”.
E ancora: “Il Parlamento deciderà chi saranno gli arbitri. Io credo che non abbia senso chiamare il collegio arbitrale di Consob, essendo anche la Consob chiamata in causa da alcune parti politiche”.
“Noi abbiamo mandato a casa l’intero cda in cui c’era il padre di Boschi; il cda è stato sanzionato e il padre di Boschi ha pagato una sanzione. La legge è uguale per tutti, è finito il tempo delle leggi ad personam”: così il premier, a ‘Porta a Porta’, sulle accuse di conflitti di interessi del ministro Boschi sulla vicenda banche.
In merito alle mozioni di sfiducia, il premier ha detto: “Io credo che sarà un autogol per loro, ma non lo dico perché devo difendere un membro del governo”.
“Non ci sono molti uguali di esperienze nate dal basso, come la Leopolda, fino al governo. Io non sono fatto per vivacchiare: o si fanno le cose o vado a casa”, ha detto Renzi.
“Gli 80 euro per le forze ordine varrà anche per gli anni a venire”, ha poi detto Renzi spiegando che la misura decisa nella legge di stabilità sarà finanziata anche nei prossimi anni.
“Il prossimo anno saremo sopra l’1 per cento, io spero l’1,5. Piano piano, vedrete, non ce n’è: possono farci quello che vogliono, noi questo Paese lo cambiamo”.





