MONTESILVANO – “Per una nuova generazione di cattolici impegnati nella vita pubblica e, specificamente, nell’ambito politico ‘Tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità politica; essi devono essere d’esempio, sviluppando in se stessi il senso della responsabilità e la dedizione al bene comune, così da mostrare con i fatti come possano armonizzarsi l’autorità e la libertà, l’iniziativa personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale, la opportuna unità e la proficua diversità’ [cfr. gaudium et Spes n.75]”.

Inizia così una nota del segretario Udc di Montesilvano (Pescar), Nico Liberati.

“Per ‘..contribuire affinché cresca la percezione delle vere esigenze della giustizia e, insieme, la disponibilità ad agire in base ad esse, anche quando ciò contrastasse con situazioni di interesse personale» [cfr. Deus caritas est]'”.

“Pur non ignorando le difficoltà che si prospettano a chi si sa chiamato a quella azione politica che Paolo VI considerava forma di carità, pur ammettendo che Siamo ben lontani dalla possibilità di concepire l’azione politica come la semplice meccanica applicazione di principi morali alla realtà sociale”.

“Ci spiace segnalare come per Manola Musa durante questa campagna elettorale il passaggio dall’ideale di bene alla sua traduzione nella vita associata non è stato tradotto nella capacità di cercare di raccogliere, orientare, convincere, motivare, accordare libere coscienze verso un’unità di intenti o, almeno, di decisioni il più possibile largamente condivise”.

“La Musa ha preferito trasformare ‘la piazza’ quale luogo di scontro e non d’incontro, dedicandosi esclusivamente a meri attacchi personali, utili solo a fomentare odio contro l’avversario politico, al fine di dipingerlo quale nemico”.

“Per chi come Manola Musa, ancora in carica come assessore alle pari opportunità, si prefigge l’intento di governare una città tanto speciale tanto ricca per le diversità che ha saputo accogliere, ci saremmo aspettati maggiore cautela nel trattare argomenti quali l’ebraismo oltre che temi eminentemente legati alla sfera religiosa”.

“Un particolare merito va reso a chi come Attilio DI Mattia ha saputo resistere ad attacchi tanto odiosi, senza cadere nella trappola della demagogia, e che ha continuato a confrontarsi con la gente e tra la gente, incontrando quotidianamente la cittadinanza per raccogliere la sfida della modernità  e del progresso cittadino”.