L’AQUILA – Si spezzetta ancora di più la frattura tra il Popolo della libertà aquilano e il livello regionale del partito, che ha optato per il sostegno a Giorgio De Matteis in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio prossimo in cui si sfiderà per la fascia tricolore dell’Aquila con Giorgio De Matteis.
Dopo le rimostranze del prof Pierluigi Properzi, candidato sconfitto al primo turno e messo frettolosamente da parte nel vertice romano in favore di Gdm, tanto che ha optato per le mani libere al secondo turno, oggi al termine di una riunione è arrivata anche la lamentela di un gruppo di candidati consiglieri, alcuni dei quali molto votati, della lista che ha raccolto l’8% dei consensi, perdendo un 14% secco rispetto alle Provinciali del 2010.
Contestati i modi e i tempi dell’accordo politico, non apparentamento, formula che anche in caso di vittoria del candidato del progetto “L’Aquila città aperta” non porterà al partitone (non più tale) di centrodestra seggi aggiuntivi rispetto a quello di Guido Liris che si affianca a quello di Properzi.
La premessa di questi dissidenti è che non voteranno certo Cialente, ma a quanto pare è molto molto difficile, per come hanno preso l’appoggio a Gdm, che possano rassegnarsi ad andare a votare quest’ultimo.
Guarda caso uno dei firmatari è Roberto Santangelo, primo dei non eletti, che sarebbe entrato in Consiglio se si fossero verificate entrambe le condizioni di apparentamento Gdm-Pdl e di vittoria contro Cialente al ballottaggio.
LA NOTA COMPLETA
Ferma restando la responsabilità politica che ci impone di non appoggiare un candidato di centrosinistra e di rafforzare il nostro impegno per il centrodestra al ballottaggio, è necessario precisare alcuni aspetti.
È stato un errore non coinvolgere una classe politica locale che, tra mille difficoltà, ha comunque deciso di mettere la faccia su un simbolo (il Popolo della libertà) e su un progetto politico (il Popolo della libertà) che si ritiene tutt’ora valido e che non puó essere marginalizzata da chi, esterno allp’Aquila, ha deciso di non provare nemmeno a trattare per un apparentamento ufficiale, offrendo al ribasso tutto e subito in assenza dei vertici locali del partito.
Riteniamo che la delegazione che ha trattato a Roma avrebbe dovuto lavorare avendo bene in mente l’obiettivo principale e cioè la vittoria sul centrosinistra e contestualmente trovare la migliore soluzione per rafforzare il Pdl locale.
Si è scelto di chiudere al buio senza le necessarie valutazioni delle dinamiche di possibili apparentamenti che, in queste ore a sinistra stanno emergendo e che potrebbero compromettere la rimonta.
I tempi si sono rivelati sbagliati perché intelligenza politica avrebbe voluto si aspettasse l’ultimo minuto per avere un quadro piú preciso del contesto, cosí come sbagliati sono i modi perché una “resa incondizionata” rischia di creare fibrillazioni che in questa fase tutti avrebbero il dovere e l’interesse ad evitare.
I candidati presenti alla riunione
Luigi Martinico, Stefano Vittorini, Roberto Santangelo, Luigi Manieri, Vittorio Aceto, Marco Federici Benedetti, Mosè Lamolinara, Massimo Ciuffetelli, Silvana Di Marco





