L’AQUILA – “Tutti mi vogliono? Io sono come la figlia della sora Camilla!”.
Angelo Mancini liquida con una battuta, paragonandosi a quella che “tutti la vogliono e nessuno se la piglia”, il corteggiamento serrato che sta subendo in vista del ballottaggio per la fascia tricolore del Comune dell’Aquila, tanto da Massimo Cialente quanto da Giorgio De Matteis.
A favorire il primo, la naturale confluenza nazionale del partito di Mancini, l’Italia dei valori, nell’alveo del centrosinistra. Quanto al secondo, può vantare rapporti personali migliori con il preside del liceo Classico, che invece non è proprio al top dell’intesa con l’uscente e ricandidato Max.
Domani sera, comunque, arriverà la decisione, nell’ultimo e fatale vertice.
“Mi fanno le loro proposte – spiega Mancini ad AbruzzoWeb sui due ballottanti – io non ho cercato nessuno ma ascolto tutti perché sono persone che conosco. Poi tutto viene riportato dentro l’Idv, Sinistra per L’Aquila e la mia lista civica”.
Mancini assicura che “fino a oggi la posizione nostra è quella di non fare accordi con nessuno, anche perché si propongono accordi sulle poltrone, assessorati, presidenza del Consiglio o Spa comunali, ma questo non mi tenta neanche un po’. Comunque vadano le cose – aggiunge – farò il consigliere e non voglio altro. Questo dipende solo da me”.
Scenario diverso per quanto riguarda il partito. “Per eventuali apparentamenti – ammette ancora Mancini – saranno Lelio De Santis e Giuseppe Bernardi (anima di Sinistra per L’Aquila, ndr) a valutare. Domani sera la decisione finale, perché entro sabato si devono fare gli eventuali apparentamenti. Se c’è un’ipotesi che farà entrare altre persone in Consiglio oltre me, penso che la valuteranno”.
“È chiaro – prosegue – che il partito pensi di rientrare nella coalizione naturale del centrosinistra. Mascitelli (Alfonso, senatore dipietrista) ha dichiarato ‘mai con De Matteis’: l’uscita la capisco, anche se loro guardano alla situazione regionale e nazionale mentre quella dell’Aquila è particolare”.
Un’uscita che ha dato fastidio al prof? “No – replica – ma non voglio essere spinto ad accordi che non condivido. È chiaro che non li faccio io gli accordi, li fa l’Idv, ma è altrettanto chiaro che mi regolerò perché io ci ho messo la faccia”.
Insomma un vero e proprio bivio, e non è detto che scelte forzate non possano far separare le strade di partito e candidato sindaco.
Nulla è scontato, per capirlo basta parlare di De Matteis. “In questa città basta che ci si conosca, ci si saluti e ci si rispetti e tutti spettegolano. Non ho mai chiesto niente a lui né lui a me – assicura Mancini – Comunque lo incontrerò sicuramente, si farà un ragionamento”. Una buona apertura di credito, per quanto prudente.
“Penso che questa città abbia bisogno di 32 consiglieri comunali normali e non mi pare che ci saranno, sia che vinca l’uno sia che vinca l’altro”, chiude sconsolato il preside. Alberto Orsini






