CHIETI – Litiga con la vicina e le avvelena gli alberi, un salice e una pianta di limone. Una discussione tra due donne dirimpettaie è finita nell’aula penale del Tribunale di Chieti.
Una donna di 45 anni nata a Pescara, si ritrova sotto processo con l’accusa di danneggiamento, un reato punito con il carcere da sei mesi a tre anni, come riporta Il Centro, sarà il giudice monocratico Chiara Di Gerio ad emettere la sentenza.
Intanto basta leggere il capo d’imputazione formulato dalla Procura per capire cosa è successo: “A.C. – scrive il pm – è imputata poiché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, irrigando piante ornamentali con un liquido contenente sostanza nociva, danneggiava le piante stesse”.
Il fatto, avvenuto a Chieti, risale al luglio del 2015. Ed è l’epilogo di una battaglia a colpi di denunce incrociate sfociate anche in altri procedimenti penali. Tutto comincia per “futili motivi”.
Ma questa espressione da verbale nasconde il rapporto ormai deteriorato, per questioni legate al canone di locazione, tra A.C. e la donna che le affitta un appartamento.
Parliamo di un immobile che si trova in una zona di campagna, ma comunque a pochi chilometri dal centro di Chieti: la 45enne abita al pianterreno, mentre la locataria vive al piano di sopra. Così, in una sera d’estate, la donna consuma la sua vendetta.
Stando all’accusa, raggiunge l’appezzamento di terra che si trova a pochi metri dal suo portone d’ingresso e spruzza qualcosa sotto il salice e la pianta di limone, due alberi ai quali la “rivale” tiene tantissimo.
La locataria vede tutto dalla finestra, ma all’inizio resta in silenzio: anche alcuni suoi parenti dichiarano di aver notato la donna compiere quegli strani movimenti a distanza di qualche ora.
Fatto sta che la proprietaria di casa decide di presentare denuncia quando si accorge che gli alberi sono ormai appassiti.
È la forestale ad essere incaricata degli accertamenti.
Dopo i risultati delle analisi disposte sulle piante, i sospetti si dimostrano fondati. Anche a sentire l’esperto, che viene citato come testimone, il salice e il limone sono stati avvelenati con un potente diserbante.
Ma toccherà al giudice, nei prossimi mesi, stabilire se ad uccidere le piante sia stata veramente la 45enne.






