Al giovane, che si trova rinchiuso nel carcere di San Nicola, è stato assegnato un difensore d’ufficio, che incontrerà in occasione del confronto col gip.
La vittima è stata affidata alle cure dei medici del pronto soccorso che l’hanno dimessa certificando i traumi compatibili con l’abuso sessuale. Gli abiti di entrambi, sia della studentessa che del suo aggressore, sono stati sequestrati e messi a disposizione del pubblico ministero Luigi Sgambati titolare dell’inchiesta.
L’amministrazione comunale, attraverso il neo rieletto sindaco Giovanni Di Pangrazio, si stringe attorno alla ragazza e alla sua famiglia e chiede il “pugno duro” da parte dello Stato che – sostiene – “deve assumersi la responsabilità di fermare episodi di questo tipo e non può scaricarli sulle città
“Non si può lasciare che persone, spesso senza fissa dimora, agiscano indisturbate – sono le parole di Di Pangrazio -. Siamo di fronte a un episodio che richiede la massima attenzione e una risposta ferma. Qualora le responsabilità venissero accertate, l’autore di un gesto tanto grave dovrà risponderne senza alcuna indulgenza”.
Il video realizzato dalla testimone è il fulcro attorno al quale ruotano le indagini, ed è stato tempestivamente acquisito dalla Procura della Repubblica di Avezzano e inserito nel fascicolo d’indagine aperto per l’ipotesi di violenza sessuale.
Il fatto è accaduto venerdì sera in via Kobe, dove la giovane, in evidente stato di choc e sotto l’effetto di alcol, è stata bloccata e abusata da un ragazzo poco più grande di lei. Giunti sul posto non molto distante da un asilo nido, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Avezzano e della stazione di Trasacco sono riusciti a bloccare e arrestare il 21enne fino ad allora incensurato.






