AVEZZANO – Una delegazione di lavoratori e sindacalisti della Cartiera Burgo di Avezzano ha incontrato, questa mattina, il Vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, per illustrare la gravissima crisi che sta investendo lo stabilimento. Contestualmente il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha ricevuto un gruppo di lavoratori per fare il punto sulla situazione.

 “Monsignor Santoro”, spiegano le segreterie provinciali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, “ha preso a cuore la vicenda e ha ribadito il suo impegno personale nei confronti delle istituzioni locali affinche’ venga avviato, al piu’ presto, un tavolo di confronto e concertazione tra le parti in causa, per arrivare ad una positiva definizione della vertenza”.

“Il Vescovo”, proseguono i sindacati, “ha raccolto il nostro appello, garantendo piena disponibilita’, in un momento difficilissimo per la fabbrica marsicana, a rischio chiusura”. I 450 lavoratori della Cartiera Burgo, una delle piu’ grandi aziende di Avezzano, sono in parte in cassa integrazione. Ad essere bloccata, per il momento, e’ la linea di produzione 1. Ma le prospettive non sono favorevoli: il 5 luglio prossimo si riunira’ il Consiglio di amministrazione del gruppo Burgo per decretare la chiusura definitiva dello stabilimento, gravato dalla mancanza di commesse

CONFCOMMERCIO: “SERVE TAVOLO NAZIONALE”

“L’immediata convocazione da parte del Presidente della Regione Chiodi degli amministratori e delle forze sociali all’Emiciclo dell’Aquila sulla vicenda Burgo è  un fatto estremamente positiva, ma non basta”.

Lo dicono il direttore e il presidente della Confcommercio Celsio Cioni e Roberto Donatelli per i quali “occorre da subito una mobilitazione ed un intervento di tutti i parlamentari abruzzesi che, unitariamente all’azione della Regione, richiedano al Governo Monti l’attivazione di un tavolo nazionale che, da subito, dia i segnali giusti ai vertici della Burgo Group. Prima che sia troppo tardi”.

“Altrimenti, ancora una volta dovremo assistere a rituali mediatici ed istituzionali che non producono risultati ed evidenziano l’impotenza della politica sull’economia. La vicenda Burgo, insomma – afferma la Confcommercio – deve diventare necessariamente emblematica per dare un segno nuovo e diverso rispetto al passato che ha visto nel comprensorio della nostra provincia un rosario infinito di chiusure, licenziamenti a migliaia, che stanno riportando la Marsica, la Provincia dell’Aquila e l’Abruzzo a livelli di sottosviluppo da cui la nostra regione si era affrancata nei passati decenni. Insomma, il nostro deciso invito per evitare un altro colpo ferale alla economia marsicana ed abruzzese e’ rivolto ai rappresentanti autorevoli del Parlamento ai quali diciamo che su questa vicenda ‘Nessun dorma’”.