AVEZZANO – Dieci chilometri da percorrere a piedi o in bicicletta dal centro di Avezzano fino al nucleo industriale e ritorno, lungo i binari che un tempo portavano le barbabietole da zucchero dalla stazione ferroviaria allo Zuccherificio.
Il Comune di Avezzano preme il piede sull’acceleratore per completare la “Via delle Stelle”, un percorso ciclopedonale che unisce storia, paesaggi e sport.
“Gli uffici comunali sono al lavoro per espletare le procedure della gara d’appalto del secondo lotto. L’obiettivo è affidare i lavori entro l’autunno”, viene spiegato in una nota.
Il primo tratto della “Via delle stelle”, già consegnato alla città, si snoda da via Collelongo fino a via Celano attraversando via Valerii, via Bagnoli, via Corradini e via XX Settembre.
La seconda fase dell’intervento interessa il tratto da via Celano a via Newton. Il punto di partenza si trova a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Avezzano dove è in dirittura l’intervento di riqualificazione urbana di piazza Matteotti. Da questo rinnovato spazio urbano cittadini e turisti potranno incamminarsi verso un percorso che muove le gambe e rigenera la mente con un tuffo nella storia tra panorami unici.
Non solo di giorno, grazie ad un moderno sistema di illuminazione la “Via delle stelle” potrà essere percorsa anche dopo il tramonto.
Elemento che ha ispirato il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, promotore del progetto, a rinominare la ciclopedonale proprio “Via delle stelle”.
“Nel corso del precedente mandato, l’amministrazione comunale ha avviato e concluso con successo una lunga trattativa con la società Rivalutazione Trara, proprietaria delle porzioni di terreno su cui insistono i binari oggetto della riqualificazione. Trattativa tentata anche in passato e da diverse amministrazioni comunali, portata a casa con l’intento di sottrarre al degrado e all’incuria un ‘percorso’ che ha fatto la storia di Avezzano per trasformarlo in un vero e proprio boulevard urbano”, si legge ancora nella nota.
“La ‘Via delle stelle’ è più di un percorso ciclopedonale che parte dal cuore pulsante della città. L’intervento di rigenerazione urbana che stiamo per portare a completamento punta a restituire decoro, sicurezza e vivibilità ad aree cittadine rimaste in stato di abbandono per anni”, spiega il primo cittadino di Avezzano.
“Il progetto garantisce un’infrastruttura accessibile a tutti in quanto senza barriere architettoniche, sicura, dal basso impatto ambientale e di elevato pregio architettonico. Una volta terminata, la ‘Via delle stelle’ sarà, inoltre, anello di giunzione di un più ampio asse di collegamento ciclabile tra Tagliacozzo e Trasacco – attraverso dodici comuni della Marsica – in grado di unire il centro della città di Avezzano con poli di rilevanza archeologica come il Parco dell’Incile e i Cunicoli di Claudio a Sud e Alba Fucens a Nord”.
Il progetto del secondo lotto della “Via delle stelle” è a cura degli ingegneri Paolo Masciocchi e Antonio Manna, della Società APM ENGINEERING.
Al fine di preservare la memoria storica del tracciato le rotaie esistenti verranno mantenute e lo spazio dell’interbinario trasformato in un percorso pedonale parallelo a quello ciclabile.
Nei tratti in cui la pista si sviluppa in adiacenza alla carreggiata carrabile è previsto l’impiego di cordoli in calcestruzzo, mentre in prossimità degli attraversamenti stradali gli incroci saranno trattati con specifiche soluzioni visive e di moderazione del traffico: la superficie dell’attraversamento sarà di colore acceso con zebrature pedonali e i quadrotti ciclabili in vernice rifrangente. Sono, inoltre, previsti dissuasori fisici per i ciclisti e appositi segnali stradali per gli automobilisti.
Lungo il percorso turisti e cittadini potranno incontrare aree relax con sedute, panchine e portabici che faranno da contorno e isole verdi.
CENNI STORICI
La tratta ferroviaria ha origini strettamente legate con lo sviluppo storico del Fucino e dello Zuccherificio, due elementi chiave che hanno determinato, all’inizio del 1900, lo sviluppo urbano della città di Avezzano. È del 1900 la prima campagna del nuovo impianto dello zuccherificio avezzanese e dello stesso anno l’accordo tra la Società Romana Zuccheri e il principe Torlonia per la creazione di una linea ferroviaria a scartamento ridotto che avrebbe attraversato tutto il Fucino per portare le bietole ad Avezzano e con l’impegno del Torlonia a coltivare la bietola da zucchero nei propri terreni non affittati. La costruzione della linea ferrata e di tutte le infrastrutture era a carico della Società Romana Zuccheri e il contratto prevedeva che, trascorsi i 27 anni, il principe Torlonia ne avrebbe acquisito la proprietà.
Oltre al raccordo che un tempo collegava la rete nazionale con uno zuccherificio, sempre al servizio di tale industria all’interno della piana vi erano anche alcuni raccordi Decauville percorsi da treni con trazione a vapore impiegati durante la raccolta delle barbabietole: di essi oggi resta solo qualche traccia mentre ancora esistono le due piccole locomotive a vapore: una, denominata Fucino, si trova in un cementificio di Casale Monferrato. L’altra, la Monte Velino, è esposta a Pantano Borghese (Roma) lungo la via Casilina. Il raccordo a scartamento ordinario invece è stato utilizzato fino a un decennio fa e percorso dalle tradotte a trazione diesel dirette alla cartiera.






