AVEZZANO – Alleanza di centro spaccata sul sostegno al sindaco di Avezzano (L’Aquila), Gianni Di Pangrazio.

L’ex candidato primo cittadino della lista, Lorenzo De Cesare, che al ballottaggio fece convergere i suoi voti su Di Pangrazio e il coordinatore della lista, Maurizio Bianchini, annunciano la fine dell’appoggio di Adc all’amministrazione comunale, ma vengono smentiti dal coordinatore regionale del movimento, Sandro Stirpe, e dall’unico consigliere eletto, Alessandro Barbonetti.

Ieri De Cesare e Bianchini avevano annunciato il ritiro del sostegno alla maggioranza, accusando il sindaco di aver trasformato una Giunta tecnica in politica e di impegnarsi solo in vista delle regionali con il Partito democratico.

“Affermazioni comiche”, ha sbottato il primo cittadino in una replica cui oggi ha fatto seguito il contrattacco: “è lui a esserlo”.

Quindi è arrivata la nota di Stirpe e Barbonetti, con la quale si sconfessa la posizione dei due: “Alleanza di centro resta saldamente al fianco del sindaco Di Pangrazio e conferma il pieno sostegno e la piena condivisione dell’azione amministrativa della maggioranza di governo”.

“Al sindaco che ha riaperto le porte del Comune alla città e ridato incisività all’azione amministrativa – afferma Barbonetti – va il nostro più completo appoggio per proseguire l’ottimo lavoro  di squadra che sta dando risposte concrete alla comunità avezzanese”.

Pensiero rafforzato dal segretario regionale dell’Adc: “al sindaco Di Pangrazio e a tutta la maggioranza, al contrario di quanto asserito da De Cesare e Bianchini, che parlano a titolo personale – sottolinea Stirpe – va dato atto di aver rispettato in toto gli accordi di programma sottoscritti con l’Adc all’epoca del ballottaggio”.

“Intese puntualmente rispettate, anche attraverso l’azione dell’assessore Gabriele De Angelis, distintosi per capacità, impegno e iniziative in perfetta sinergia con l’intera maggioranza di governo. Bianchini e De Cesare hanno scelto autonomamente di percorrere una strada diversa, in contrasto con quanto sottoscritto non più tardi di un anno fa, ponendosi di fatto fuori dal partito. Ne prendiamo atto confermando la piena appartenenza alla maggioranza”, concludono i due.

LA CONTROREPLICA: ”ADCA E’ COSA DIVERSA DA ADC, QUERELIAMO”

Alleanza di centro, ancora caos sul sostegno al sindaco di Avezzano (L’Aquila), Gianni Di Pangrazio.

L’ex candidato primo cittadino della lista, Lorenzo De Cesare, che al ballottaggio ha fatto convergere i suoi voti su Di Pangrazio e il coordinatore della lista, Maurizio Bianchini, hanno annunciato la fine dell’appoggio di Adc all’amministrazione comunale, ma sono stati smentiti dal coordinatore regionale del movimento, Sandro Stirpe, e dall’unico consigliere eletto, Alessandro Barbonetti.

Secco l’ennesima controreplica di De Cesare e Bianchini.

“Viste le dichiarazioni apparse sulla stampa – scrivono in una nota – vogliamo ribadire quanto già detto in corso di campagna elettorale: Adca per Avezzano ed il suo candidato a sindaco Lorenzo De Cesare non hanno nulla a che vedere con Adc. Adca per Avezzano è nata in occasione delle elezioni amministrative del 2012 nel comune di Avezzano come lista civica e non è collegata in alcun modo all’Adc. Il consigliere Barbonetti e il segretario regionale di Adc Sandro Stirpe, possono liberamente decidere di appoggiare il sindaco Di Pangrazio, ma non devono far intendere che i sottoscritti Lorenzo De Cesare e Maurizio Bianchini siano legati all’Adc giocando sull’acronimo Adc e Adca  probabilmente ‘in vista delle prossime regionali’, o di rendite di posizione. Le loro affermazioni di parte non possono pertanto sconfessare in alcun modo le posizioni assunte da Lorenzo De Cesare e da Maurizio Bianchini, che erano e rimangono le stesse.

“Le dichiarazioni fatte sugli accordi di programma da parte dei predetti – continuano – poi, ci lasciano senza parole! Per me, che li aveva chiariti pubblicamente durante la fase del ballottaggio, detti accordi non sono stati rispettati”.

Alla luce di quanto esposto – concludono – riteniamo che le dichiarazioni fatte sono fortemente lesive della nostra immagine personale e politica e, qualora ce ne fossero gli estremi di legge,  procederemo senz’altro con la relativa querela.