AVEZZANO – Non si placa la bufera al Gruppo di azione locale (Gal) Terre aquilane, innescata dopo il rinnovo dei vertici, contestato dal coordinatore Augusto Cicchinelli, che dal 2 agosto si è barricato nella sede dell’ente denunciando le modalità, a suo dire “illegittime”, di elezione del nuovo presidente, Antonio Carlini, e dell’intero consiglio d’amministrazione.
La polizia ha eseguito stamattina una perquisizione negli uffici del Gal, all’interno della sede di Sviluppo Italia nel nucleo industriale, acquisendo tutta la documentazione della società.
Il braccio di ferro con Cicchinelli e il vecchio presidente Rocco Di Micco, che sostiene di essere ancora in carica, da un lato, e Carlini dall’altro, ha comportato per ora il congelamento da parte della Regione del corposo finanziamento da 3,6 milioni di euro che sarebbe dovuto arrivare nelle casse del Gal proprio in questi giorni.
Società consortili private, ma che gestiscono fondi europei emanando bandi, e pure in affidamento diretto, per le piccole cifre, i Gal in Abruzzo sono cinque e hanno anche facoltà di assumere seppure a tempo determinato e a progetto i loro collaboratori. Per qualcuno sono uno snello ed efficace strumento di promozione del territorio e agente di sviluppo, in particolare nelle aree interne, per altri un ibrido un po’ strano, e un centro di spesa dotato di eccessiva discrezionalità, gestendo oltre 21 milioni di euro, al di fuori degli stretti paletti previsti altrove per l’erogazione di finanziamenti e agevolazioni. A settembre 2016 un altro polverone si alzò per la proroga last minute di un bando della Regione che assegnava 24 milioni di euro del Piano di sviluppo rurale per progetti dei Gal.
Cicchinelli, che ha presentato una denuncia, all’inizio della sua protesta ha spiegato che “il presidente uscente del Gal, Rocco Giancarlo Di Micco, insieme al Cda aveva convocato l’assemblea dei soci che avrebbe dovuto rinnovare gli organi per il 21 e 22 luglio, ma il giorno prima cinque consiglieri su 7 hanno chiesto di spostare la convocazione”.
“A quel punto una riunione urgente del Cda ha rinviato l’assemblea al 3 agosto, ma un gruppo di 9 soci su 42, che dicono falsamente di detenere la maggioranza delle quote, nonostante la revoca dell’assemblea si sono presentati il 21 procedendo al rinnovo del Cda e del presidente senza avvisare tutti gli altri soci”.
L’azione di protesta di Cicchinelli ha impedito fino ad ora l’accesso agli uffici e ai documenti al neo presidente Carlini.
Sulla vicenda sono state presentate denunce reciproche e il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie, tirato in ballo da Cicchinelli quale “regista” delle elezioni “illecite”, in una nota ha precisato che “non si farà certo intimidire da tali atteggiamenti e che i suoi legali sono già al lavoro per rilevare qualsiasi azione diffamatoria venga messa in atto. Inoltre Berardinetti diffida chiunque dal compiere azioni che possano danneggiare la propria onorabilità e reputazione in modo falso e pretestuoso”. (m.sig.)




