AVEZZANO – “Ieri 24 maggio 2015 è ricorso l’anniversario dei 100 anni dal primo conflitto mondiale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha depositato una corona all’Altare della Patria, ricordando così tutte le vittime di questo conflitto, così come i sindaci delle città d’Italia che, alle ore 15 dello stesso giorno, hanno anche osservato un minuto di raccoglimento per una guerra che ha fatto milioni di morti tra cui centinaia di migliaia di italiani. Ebbene solo nella città di Avezzano, come ci è stato fatto notare ieri da molti avezzanesi, con profondo rammarico, il sindaco non si è degnato di depositate, con un minimo di cerimonia pubblica, una corona al monumento dei Caduti per la Patria per ricordare le vittime di quella terribile guerra nonostante tale monumento si trovi a soli 10 metri dalla sede centrale del Comune di Avezzano e quindi dal suo ufficio”.
Lo afferma il coordinatore provinciale di Nuovo centrodestra, Massimo Verrecchia.
Una dimenticanza o disinteresse, a detta dello stesso Verrecchia “ingiustificabile, che offende secondo noi la memoria dei nostri soldati morti al fronte, delle loro famiglie, oltre che le numerose vittime civili”.
“Bene l’iniziativa messa in atto dalla Pro loco e quelle in programma dal Comune stesso per il prossimo mercoledì 27 maggio – prosegue – ma il sindaco Di Pangrazio aveva il dovere almeno di depositare un fiore, il giorno della ricorrenza, al monumento a piazza Torlonia dove nella lapide è riportata la scitta ‘Ai caduti per la Patria’, come hanno fatto domenica, giorno della ricorrenza, il presidente della Repubblica ed i sindaci degli altri comuni d’Italia”.
“È come se per il centenario del terremoto ad Avezzano si fosse previsto il deposito della corona al Memorial, ai piedi del Monte Salviano, anziché il 13 gennaio, giorno della ricorrenza, tre giorni dopo, ossia il 16 gennaio – conclude inoltre Verrecchia – Non è la prima volta che il sindaco non ricorda coloro che con la divisa hanno combattuto per la Patria e la Libertà, ricordando purtroppo le mancate iniziative per gli alpini in città, pubblicamente promesse dal sindaco Di Pangrazio e mai fatte, restando l’unica città della provincia, seconda per grandezza, a non fare nulla per l’88esimo raduno nazionale degli alpini”.





