AVEZZANO – Dopo quattro anni di lavori strutturali, il carcere San Nicola di Avezzano (L’Aquila) torna a essere operativo.
Entro fine mese un centinaio di reclusi verranno trasferiti nella struttura, dove nel frattempo alcuni “detenuti lavoratori” stanno ultimando i lavori.
Sono state predisposte 40 celle, ampie e dotate di servizi autonomi con doccia.
La chiusura del San Nicola, avvenuta nel febbraio del 2006, aveva coinciso con il momento in cui l’opinione pubblica si interessava alla questione del sovraffollamento delle carceri italiane.
La chiusura era stata disposta con decreto del ministero della Giustizia del 13 febbraio 2006, “considerate le precarie condizioni igieniche e strutturali della struttura”, che compromettevano le condizioni di sicurezza di operatori e detenuti.
Al decreto era seguita la protesta da parte del personale, arrivata anche a uno sciopero in alcuni casi, e da parte degli avvocati marsicani che accusavano la mancanza di un penitenziario sul territorio.
Inizialmente per gli interventi erano stati assegnati 1,5 milioni di euro, cui in seguito si sono aggiunti altri fondi per nuovi interventi di ampliamento e miglioramento.
I lavori, il cui termine previsto era il 31 gennaio 2009, si sono protratti per un altro anno e mezzo.
Il risultato è una struttura in grado di alleggerire significativamente i penitenziari di Sulmona, L’Aquila e Pescara, che avevano dovuto fronteggiare le difficoltà comportate dalla chiusura del San Nicola.
In cantiere anche l’idea di un nuovo carcere: sorgerà nell’area Nord della città, vicino la caserma dei vigili del fuoco e l’ospedale.




