AVEZZANO – Una casa d’appuntamento con prostitute e gigolò di origini sudamericane, che per ogni prestazione si facevano pagare dai 50 ai 150 euro, frequentata da gente di ogni estrazione sociale.

Numerosi sono i dettagli che emergono dall’indagine dei carabinieri di Avezzano, coordinati dal capitano Michele Borrelli, che ha portato al sequestro dell’appartamento a luci rosse in cui lavoravano una decina di persone tra uomini e donne, tra i 20 e i 30 anni.

Dall’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, sembrerebbe che tra le più ricercate per gli incontri hot fosse una brasiliana, mentre il più richiesto dalle donne marsicane fosse un gigolò brasiliano, che per un’ora di compagnia si faceva pagare anche 150 euro.

Gli uomini, tra cui trans e gigolò, hanno circa 30 anni, mentre le ragazze che si prostituivano hanno un’età che si aggira tra i 20 e i 25 anni. Per loro potrebbe scattare una denuncia, e in alcuni casi anche il rimpatrio visto che alcuni di loro non erano in regola con il permesso di soggiorno.

La casa a luci rosse posta sotto sequestro, che si trova in via Roma, pare fosse frequentata da persone di ogni fascia di età, tra cui anche alcune insegnanti e imprenditori. L’edificio in questione, particolarmente isolato, garantiva la privacy dei clienti che si avvicendavano nell’appartamento.

È stato poi accertato che nell’appartamento avvenisse anche prostituzione maschile omosessuale.

La sede operativa dell’organizzazione sarebbe stata localizzata all’Aquila. Sembra inoltre che l’attività di prostituzione che si svolgeva nell’appartamento di via Roma fosse solo una piccola parte di una più grande attività illecita legata alla prostituzione, testimoniata anche dai numerosi annunci sospetti apparsi su settimanali e quotidiani proprio del capoluogo.

Novità si attendono nelle prossime ore dalle indagini, che stanno proseguendo con l’analisi dei tabulati telefonici per identificare i clienti e capire chi ci sia dietro questo giro di sfruttamento della prostituzione.