L’AQUILA – Oltre 10mila verbali dal mese di giugno per l’autovelox “killer” di Bussi sul Tirino, migliaia di “vittime” aquilane e non, come le definisce l’avvocato Carlotta Ludovici, promotrice dei ricorsi.

“L’incubo di sempre per un automobilista è quello di imbattersi in un autovelox, cosa peggiore se questo è ben nascosto tra le fronde degli alberi! Questo è il peculiare episodio che ha mietuto migliaia di vittime aquilane e non, lungo la Statale 153, all’altezza di Bussi sul Tirino in provincia di Pescara, strada che assolve ad un’importante funzione di collegamento tra le città di L’Aquila e Pescara, quindi altamente frequentata sia dai lavoratori sia da coloro che nel periodo estivo si recano verso il mare per le tanto attese vacanze”.

“Proprio durante tale periodo, infatti, e nello specifico il 3 giugno di quest’anno – ricorda Ludovici -, l’autovelox fisso ha trovato collocazione lungo quel tratto di strada che permette, soprattutto agli aquilani, di recarsi con facilità verso la provincia di Pescara. Il dispositivo, così come posizionato dall’Ente comunale di Bussi, dopo un filare di alberi, all’uscita di una curva e ben nascosto tra le fronde rigogliose degli alberi, ha sorpreso numerosi utenti della strada che si sono visti recapitare un numero indefinito di cartoline verdi con le quali, oltre al danno della sanzione amministrativa, anche la beffa della decurtazione dei punti sulla patente; questo perché il limite di velocità in quel tratto è pari a 70 Km/h, dunque inferiore rispetto a quello previsto per quel tipo di strada ex lege di 90 Km/h”.

“Nessuno dei mal capitati che dal mese di giugno è passato per di là è sfuggito all’autovelox ‘killer’: il risultato è stato che alcuni si sono visti recapitare più di 10 multe con degli importi esosi, altri ne sono stati vittime più volte nella stessa giornata e continuano a ricevere sanzioni senza sosta e, soprattutto, senza sapere che fare”.

“Gli automobilisti più ansiosi si sono affrettati a pagare immediatamente le multe, forse perché ignari di quello che sarebbe di lì a poco accaduto, ossia la notifica a cascata di più multe per passaggi anche nella stessa giornata, quindi a distanza di poche ore, in considerazione anche del fatto che il Comune ha pensato bene di attendere fino all’ultimo giorno utile per notificare i verbali. E tale ‘prassi’ ha comportato che numerosi conducenti hanno effettuato ulteriori presunte infrazioni prima ancora che venissero contestate e comunicate le precedenti, quindi nella totale inconsapevolezza e mancanza di coscienza delle proprie azioni”.

“Altri utenti, invece, hanno deciso di desistere dal pagare trovando del tutto illegittimo, ma soprattutto vergognoso questo meccanismo distorto di interpretazione ed applicazione della normativa di legge in materia di autovelox, intraprendendo così la via del ricorso al Giudice”, aggiunge.

“Difatti, essendo stati ad oggi notificati più di 10mila verbali per la medesima violazione di cui all’articolo 142 del C.d.s., è fin troppo lapalissiano che qualcosa non ha funzionato, a meno di voler ritenere che migliaia di conducenti di autoveicoli abbiano disturbi e patologie dell’apparato visivo, ma in quel caso non andrebbe loro neppure rilasciata e/o rinnovata la patente”.

Proprio in questi giorni Ludovici ha iniziato a depositare i primi ricorsi presso il Giudice di Pace di Pescara, sostenendo l’illegittimità delle multe “non solo per la posizione illecita dell’apparecchio protagonista della vicenda, non visibile a maggior ragione nelle ore notturne, in aperto contrasto con la copiosa normativa vigente in materia, ma anche con riferimento all’omologazione dell’apparecchio utilizzato, oltre ad altri profili di nullità dei verbali per vizi sia formali che sostanziali”.

“È chiaro che i cittadini non dovrebbero essere in nessun modo penalizzati, soprattutto con metodi tanto subdoli che di fatto si risolvono in una pericolosa ‘trappola’ che il Comune di Bussi sul Tirino ha deciso di tendergli, ben consapevole che la strada in questione è la strada principale che permette la comunicazione tra la città di L’Aquila e la città di Pescara”, chiosa Ludovici.