Torna a parlare di Autonomia Differenziata Alfonso De Amicis, storico esponente della sinistra di classe aquilana, tra i promotori del Comitato Popolare per la Difesa del Sistema Sanitario Nazionale, nato recentemente all’Aquila.
L’AQUILA – L’autonomia differenziata provocherà effetti negativi su una serie di materie e di diritti universali. Il diritto alla salute, il Sistema sanitario nazionale, rischiano l’estinzione a favore di una sanità privata e di un paradigma assicurativo.
Questo provvedimento-deriva è parte di una lunga e consolidata strategia di sistema, che trae forza e vigore da Trattati europei e Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione europea – questi ultimi meglio conosciuti con il terribile nome di “Troika”, a cui l’Italia è subalterna sotto il “cielo totale” di Washington.
L’Italia ha sempre accettato supinamente quel vincolo esterno tanto caro alla cosiddetta sinistra amante di quella globalizzazione voluta dalle multinazionali e dagli Stati Uniti, la globalizzazione dei mercati e della finanza che oggi, con un motore a dir poco ingrippato, cerca soluzioni, spesso vuote, alla sua crisi acuta, ai disastri da essa stessa creati. Il mondo, intanto ed inevitabilmente, procede verso altre direzioni.
Il processo di smembramento dello Stato e di forme di privatizzazione forzata, viene da lontano ed affonda alcune delle sue radici in quella vergognosa riforma del Titolo V voluta dall’allora governo di centrosinistra, in grado di togliere le castagne dal fuoco al centrodestra, l’altra faccia della stessa medaglia.
Un centrosinistra che non si è mai seriamente pentito di questo disastro, così come non si è mai seriamente pentito delle stupide e odiose riforme in campo economico ed amministrativo.
Tutte le leggi Bassanini ne costituiscono un fulgido esempio. Il disegno di legge 1665 dietro il nome di Autonomia Differenziata nasconde in realtà un processo di divisione del Paese, di Rottura del Patto Repubblicano che finora ha tenuto insieme, pur con tutte le difficoltà ed i difetti, il Paese.-, che però era una potenza mondiale, aveva una propria moneta e poteva contare su una coscienza sociale in grado di rifare faccia ai liberisti, ai padroni.
I grandi centri di potere, del resto, auspicano sempre e da sempre Paesi frammentati e divisi. Piccole e litigiose patrie. Lo fanno in giro per il mondo, lo attuano financo in quello che considerano il loro mondo di riferimento.
E dopo aver distrutto la Prima Repubblica – purtroppo tra gli applausi di chi quella distruzione la stava già subendo – e dopo aver cestinato l’organizzazione dei partiti di massa, hanno tirato su una classe dominante completamente asservita ai poteri delle multinazionali e poi e degli euroburocrati di Bruxelles. Fa poca differenza se essi si proclamino di destra o di sinistra, l’importante che su politiche economiche e politica estera siano obbedienti e ultraliberiste.
Possono divergere sui cosiddetti diritti civili, ma sui rapporti tra Stato e mercato, sulle questioni sociali e su altre questioni economiche, le decisioni che contano sono quelle di Francoforte-Bruxelles ed in primis Washington.
E adesso, l’Autonomia Differenziata ci porta verso una società con accessi diversificati ai diritti universali. Ogni Regione potrà avere proprie scuole, università, una propria sanità, potrà gestire autonomamente e come meglio crede il proprio territorio e le proprie infrastrutture.
In tal modo cambieranno ed aumenteranno radicalmente ed in maniera esponenziale i rapporti di forza tra Stato e Regioni e tra le regioni stesse, soprattutto tra le regioni ricche e quelle più svantaggiate. Questo processo accrescerà le divergenze sociali, con ulteriori verticalizzazioni e differenze tra chi già è ricco e chi non possiede che le proprie braccia (ed ultimamente neanche più quelle). Un capolavoro degno della Foresta di Nottingham. Nel secolo scorso, il Movimento Operaio aveva dato vita d una serie di straordinarie conquiste sociali e di diritti civili.
Il divorzio e l’aborto ne sono un esempio gigantesco in mezzo ad enormi conquiste sociali. Gli ultimi quarant’anni, però, sono stati caratterizzati dalla controffensiva padronale che ha ricacciato indietro il Movimento tanto sul piano materiale quanto su quello tipico degli stessi diritti borghesi.
Al conflitto di classe hanno imposto il conflitto orizzontale o di genere. E l’economia finanziarizzata decide tutto. Ed ha inevitabilmente sussunto la politica e le sue funzioni. La differenza tra destra e sinistra è solo nella funzione di avanspettacolo. È pubblicità progresso.
La pubblicità ci propone la realizzazione di ben 21 servizi sanitari e provinciali (per Trento e Bolzano), in un vero e proprio disastro istituzionale e sociale. Questi sciagurati vanno fermati.
Tuttavia solo un Movimento autonomo dai finti partiti, dalle maschere della politica spettacolo può stoppare e distruggere questo processo che porterà ad una ulteriore disarticolazione della politica nazionale e ad una ulteriore polverizzazione sociale e territoriale.
Altrimenti, vinceranno le multinazionali ed i più ricchi. E sarà definitivamente sconfitto l’universo dei poveri del sud. Che si troveranno in compagnia dei sempre più numerosi poveri del “ricco” nord.





