VASTO – “Non mi sento rassicurato dalle affermazioni di Carlos Tavares sul futuro degli stabilimenti italiani di Stellantis: ne stiamo parlando da tanto tempo, ma non siamo riusciti a mettere allo stesso tavolo, insieme, sindacati, azienda e governo. Ad oggi, non abbiamo certezze e perciò continuiamo a insistere per la convocazione di un confronto alla Presidenza del consiglio, per capire quali sono gli impegni dell’azienda e del governo”.
È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a margine di Uil Camp, un’iniziativa che sta coinvolgendo circa cento giovani del suo sindacato, riuniti in Abruzzo, a Vasto, per parlare di transizione industriale e Intelligenza artificiale.
“C’è un mercato che rallenta e il nostro futuro nell’elettrico non è roseo: dobbiamo dare certezze alle lavoratrici e ai lavoratori. Peraltro – ha proseguito Bombardieri – continuiamo a insistere sul fatto che le multinazionali che ricevono aiuti non possano delocalizzare a loro piacimento: i sostegni pubblici devono essere condizionati al rispetto di alcune regole. Ci sono norme e intese con l’Ocse che stabiliscono che la responsabilità sociale delle imprese ha una rilevanza anche per il rispetto dei territori coinvolti ed è necessario che questi principi siano concretamente attuati”.
Nel suo intervento Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane e relazioni industriali Italia di Stellantis, ha sottolineato: “Stellantis ha presentato in prima istanza alle organizzazioni sindacali il proprio piano strategico, abbiamo presentato qual è, da qui al 2030, la missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. La transizione ecologica è pericolosissima se non viene gestita. Confermo che non c’è nessuna intenzione da parte di Stellantis né di lasciare l’Italia né di chiudere stabilimenti. Questo non è mai stato un obiettivo di Stellantis”.
Nel presentare il piano strategico, ha detto ancora Manca, “l’obiettivo era dare, in una situazione di difficoltà, non voluta da Stellantis, missioni produttive a tutti gli stabilimenti e così abbiamo fatto, lo abbiamo detto ai sindacati e abbiamo specificato modelli. Poi c’è da gestire il breve periodo, e passare dai motori endotermici a quelli elettrici è un problema in termini di tecnologia e di cliente che deve essere educato”.
Il leader della Uil, poi, è intervenuto anche sul tema della manovra economica.
“Quattro mesi fa – ha precisato – facendo i calcoli della massaia, avevamo detto che per questa manovra ci sarebbe stato bisogno di 25 miliardi: siamo stati facili profeti. Chiediamo, dunque, attenzione alle nostre rivendicazioni e per noi il primo punto resta quello dei salari, oltreché delle pensioni che, negli ultimi anni, hanno subito una riduzione del potere d’acquisto di oltre il 10%. Ecco perché occorre che sia confermata la riduzione del cuneo fiscale e, inoltre, che si punti sulla defiscalizzazione degli aumenti contrattuali. Poi – ha sottolineato Bombardieri – se governo e Confindustria volessero accettare la nostra sfida e parlare di competitività nel nostro Paese, affrontando una discussione più ampia sulla contrattazione di secondo livello, che oggi si svolge solo nel 26% delle imprese, noi siamo pronti”.
Nella giornata di oggi di Uil Camp, vertici sindacali, istituzioni e professionisti si sono confrontati su uno dei temi più attuali dal punto di vista economico e occupazionale della regione Abruzzo.
“Automotive: quale futuro tra transizione ecologica-industriale e nuovo mercato globale?”, è il titolo della tavola rotonda che si è svolta nel pomeriggio.
Al dibattito, al quale hanno assistito i cento giovani sindacalisti partecipanti al campus di alta formazione della Uil, hanno partecipato Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil, Fausta Bergamotto, sottosegretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, Graziano Marcovecchio, presidente Pilkington Italia, Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane e relazioni industriali Italia Stellantis. L’incontro è stato moderato dal giornalista Luca Prosperi (Ansa Abruzzo).
Il progetto di alta formazione che la Uil organizza ogni anno per i giovani impegnati nell’attività sindacale, si sta svolgendo in Abruzzo, a Vasto (dal 12 al 14 settembre), e vede la partecipazione di cento giovani sindacalisti provenienti da tutta Italia. Con l’obiettivo di confrontarsi, attraverso dibattiti, corsi e incontri, con professionisti, esperti del settore, istituzioni e sindacato.
Uil Camp si concluderà domani, 14 settembre, con la presentazione del progetto “Inclusion-E” di Racesport e ACI SPORT con Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, Michele Del Grosso, presidente associazione Race Sport, Cristiano Martelli, presidente commissione Aci E Sport, Agnese Onofri, psicologa clinica e della salute, e il segretario organizzativo Uil Emanuele Ronzoni.
Per il presidente della Regione Marsilio: “La transizione climatica deve essere governata diversamente se si vogliono evitare pericolose cadute sociali che rischiano di minare la tenuta dei singoli Paesi”.
“È un passaggio che non possiamo più ignorare- ha aggiunto il presidente – perché la Green deal alle condizioni pattuite in Europa qualche anno fa sta generando non pochi problemi che ricadono direttamente sui cittadini. Da qui una richiesta chiara: accanto alla transizione ambientale così come confezionata dall’Europa è necessario prevedere misure compensative all’interno di una vera e propria transizione sociale”.
Su questo punto il presidente Marsilio ha insistito sul ruolo che dovranno recitare tutti gli attori presenti, a cominciare dalla politica fino ai sindacati e le imprese.
E proprio sulle responsabilità della politica, Marsilio ha annunciato che “all’inizio del prossimo mese, all’interno della sessione plenaria del Comitato delle Regione, verrà messa al voto una mia relazione nella quale, per la prima volta, si chiede alla Commissione europea di affrontare il tema di una transizione ambientale compatibile socialmente, chiedendo espressamente che per i settori del chimico e dell’automotive debbano essere previste misure di indennizzo”.
La discussione ha naturalmente toccato anche la crisi dell’automotive e il futuro di Stellantis in Italia che, per bocca di Giuseppe Manca, ha confermato che nel piano industriale della multinazionale non figura né la chiusura di stabilimenti né l’abbandono dell’Italia da parte dell’azienda. Su questo punto il presidente Marsilio ha ricordato le iniziative assunte dal governo regionale che ha avviato con il numero uno di Stellantis un confronto diretto “per programmare un percorso di collaborazione in grado di mettere in campo tutte le misure necessarie per evitare pericolosi scenari occupazionali”.






