L’AQUILA – “Le nostre comunità, per quanto piccole o isolate, non devono mai dimenticare l’importanza di essere accoglienti, inclusive e solidali. Il disturbo dello spettro autistico è una realtà che tocca numerose famiglie in tutto il territorio nazionale, e le aree montane, con le loro peculiarità geografiche, sociali ed economiche, possono e devono rappresentare un modello di comunità che si prende cura dei suoi membri più fragili”.

Così Deborah Visconti, presidente dell’Unione del Comuni “Montagna Aquilana”, nonché sindaco di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila) intervenuta nel corso del convegno “I sentieri della pedagogia verso infiniti traguardi possibili”, che si è svolto nei giorni scorsi nella sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, all’Aquila, nell’ambito del del percorso formativo “Includiamoci”.

Sono intervenuti tra gli altri, l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Formazione Professionale Roberto Santangelo, il presidente dell’associazione Autismo Abruzzo onlus Dario Verzulli, il consigliere comunale Leonardo Scimia.

Durante la giornata è stato presentato il corso di formazione proposto da Autismo Abruzzo onlus “Percorsi innovativi per una scuola inclusiva: Pei (Piano Educativo Individualizzato) e didattica inclusiva secondo le modifiche del D.L. 153/23” in programma a l’Aquila dal 14 al 17 ottobre.

Il periodo del corso di formazione aquilano, di 4 giorni – pensato per docenti di sostegno, docenti, assistenti, genitori e per quanti si confrontano ogni giorno con i molteplici aspetti dell’autismo si tiene nel capoluogo regionale, dalle 15 alle 18 dei giorni 14, 15, 16 e 17 ottobre, nell’aula magna dell’I.I.S. “Amedeo d’Aosta”.

“Il progetto sull’autismo, un’iniziativa che ci vede impegnati come Comuni montani a favorire interventi mirati e inclusivi per le persone con disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie – ha spiegato Visconti –  Questo progetto nasce con l’obiettivo di offrire servizi specializzati e creare un ambiente più favorevole, dove le persone con autismo possano trovare sostegno, comprensione e possibilità di integrazione. Spesso, infatti, chi vive in aree rurali o montane si trova ad affrontare sfide aggiuntive, come la distanza dai servizi sanitari e socio-educativi, la carenza di personale specializzato e l’isolamento sociale”.

Il consigliere comunale Scimia ha aggiunto: “Questo progetto mira a ridurre le distanze fisiche e sociali che le famiglie affrontano in contesti isolati. Lavoriamo per creare percorsi di inclusione che rendano le persone con disturbi dello spettro autistico parte attiva della comunità, fornendo supporto concreto a livello educativo e assistenziale. L’inclusione è un percorso che costruiamo insieme, passo dopo passo, per migliorare la vita di tutti. Come detto in più occasioni, l’inclusione va vissuta come una missione e l’amministrazione lo sta facendo agendo su tutti i campi. La normativa ha fatto grandi progressi dagli anni ’70 e oggi l’inclusione è sempre più una realtà concreta. Possiamo migliorare tante cose ma guardandoci indietro abbiamo fatto tanta strada e questo mi fa avere fiducia sul futuro”.

Ha poi aggiunto Visconti: “Con questo progetto intendiamo potenziare le strutture locali per renderle capaci di offrire servizi e supporti specifici, formando operatori in grado di rispondere alle esigenze delle persone con autismo. Favorire l’inclusione sociale e promuovere iniziative che aiutino le persone con disturbi dello spettro autistico a partecipare alla vita comunitaria, attraverso attività educative, ricreative e lavorative. Sostenere le famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare le difficoltà, fornendo loro aiuto concreto, supporto psicologico e formazione per migliorare la qualità della vita di tutti i membri della famiglia”.

“Il nostro territorio, con le sue ricchezze naturali – ha osservato -, può diventare anche una risorsa per il benessere delle persone con autismo. Penso, ad esempio, a progetti di terapia attraverso la natura, a spazi all’aperto dove possano sperimentare percorsi di apprendimento e socializzazione in un ambiente tranquillo e stimolante. Siamo convinti che la forza delle piccole comunità stia proprio nella capacità di stringersi intorno ai bisogni di chi è più vulnerabile, creando una rete solidale che sappia dare risposte concrete. Non dobbiamo mai dimenticare che l’inclusione è un diritto, non un favore, e che ogni persona ha un valore unico per la nostra società”.

“Oggi, attraverso questo progetto, vogliamo affermare con forza che le nostre montagne possono essere un luogo di opportunità per tutti, dove nessuno deve sentirsi escluso o abbandonato. Ringrazio tutti coloro che stanno contribuendo a rendere possibile questo progetto, dagli operatori sanitari, alle associazioni, alle famiglie stesse, e sono certo che, insieme, potremo fare molto per migliorare la vita delle persone con autismo nelle nostre comunità. Grazie a tutti per il vostro impegno. Continuiamo a lavorare con determinazione, perché una società più inclusiva è una società migliore per tutti noi”, ha concluso.