SULMONA – Sarebbero le “false privatizzazioni dei primi anni 90, trappole operate a danno dei cittadini italiani”, alla base degli aumenti autostradali imposti dall’Autostrade dei Parchi Spa che sono partiti il 1° gennaio, aumento che si impone sugli utenti italiani con il 7,5 per cento.

Lo afferma in una lettera dal titolo emblematico “Riprendiamoci le autostrade”, il coordinamento regionale Civiltà Italiana, che tuona “I pendolari, gli imprenditori, gli autotrasportatori, chiunque deve spostarsi in Abruzzo, paga per scelte scellerate del passato operate in primis dalla politica, e per truffe e svendite di beni pubblici subite in epoca più recente dall’intero popolo italiano”.

Una “scelta scellerata” viene definita quella operata da Lorenzo Natali e Remo Gaspari, che hanno portato in Abruzzo le due autostrade attualmente gestite dal Gruppo Toto e Strada dei Parchi Spa, anziché optare per le gratuite supertrade.

“Il movimento politico Civiltà Italiana pensa che sia arrivato il momento di reagire, mettendo in essere una serie di azioni ed iniziative che, partendo dall’Abruzzo, una delle regioni più danneggiate dalla truffa privatizzazioni, liberi i cittadini da questa piaga perenne che soffoca le famiglie – conclude la lettera – e le imprese di questa terra”.

LA NOTA INTEGRALE

I recenti, ulteriori aumenti delle tariffe autostradali nella nostra regione, impongono risposte serie e intransigenti da parte dei cittadini abruzzesi. La situazione attuale non è più tollerabile da parte dei numerosi cittadini che quotidianamente sono costretti a muoversi in direzione Roma, Pescara, verso l’esterno o all’interno della nostra regione.

I pendolari, gli imprenditori, gli autotrasportatori, chiunque deve spostarsi in Abruzzo, paga per scelte scellerate del passato operate in primis dalla politica, e per truffe e svendite di beni pubblici subite in epoca più recente dall’intero popolo italiano.

Causa principale di tutto questo: “le false privatizzazioni”, dei primi anni 90, definite “la madre di tutte le truffe”.
Trappole operate a danno dei cittadini italiani, attraverso le quali politici senza titolo e infedeli uomini dello stato hanno: smantellato, sperperato, svenduto aziende, infrastrutture, banche, beni di ogni genere costruiti in quasi mezzo secolo dagli italiani stessi, attraverso sacrifici di intere generazioni, regalati invece ai soliti furbi, lasciando così anche oneri perpetui alle generazioni future.

Nel caso delle Autostrade abruzzesi, pensate e volute da Remo Gaspari e Lorenzo Natali, due grandi politici dell’epoca, prodigatisi senza coscienza alcuna per far costruire due autostrade parallele a pochi chilometri di distanza (unico caso al mondo, pensiamo).

Una scelta scellerata quindi, quella di optare per due inutili autostrade, che si è rivelata una croce per l’Abruzzo, mentre la geografia regionale imponeva una rete di Superstrade gratuite, così come fatto da Lazio, Marche e Umbria che con svincoli di uscita praticamente in ogni comune, coprono l’intero sistema viario regionale a costo zero per i cittadini.

Oggi per muoversi all’interno della nostra regione, o si percorrono strade romane di duemila anni fa, oppure si deve pagare l’odioso balzello alla “Autostrade dei Parchi Spa”. Società che non ci risulta abbia mai costruito Autostrade con fondi propri, mentre adesso, grazie alla magia delle cosiddette privatizzazioni, ne raccoglierà i benefici nei decenni a venire, mentre agli abruzzesi rimarrà solo una tassa a vita. La gestione Autostrade dei Parchi, appare viziata fin dall’assegnazione della gara di appalto, ma ancor più, è viziata dal mancato adempimento degli obblighi contrattuali.

Difatti gli abruzzesi (secondo la convenzione) sarebbero dovuti entrare a Roma dal 2005, sulle complanari che la Società sta realizzando adesso (tutti gli inadempimenti delle varie società di gestione sono stati sanati dal governo Berlusconi).

È facile immaginare inoltre, con la nascita dei nuovi soggetti politici, (Fli) la fine che faranno le politiche per le soluzioni alternative alle Autostrade, e i progetti di miglioramento dell’asse ferroviario Pescara-Roma.

Il movimento politico Civiltà Italiana pensa che sia arrivato il momento di reagire, mettendo in essere una serie di azioni e iniziative che, partendo dall’Abruzzo, una delle regioni più danneggiate dalla truffa privatizzazioni, liberi i cittadini da questa piaga perenne che soffoca le famiglie e le imprese di questa terra.

Occorrono iniziative tese a declassificare le attuali autostrade in semplici superstrade, annullando le attuali convenzioni.

I cittadini abruzzesi, attraverso la Regione, possono e devono tornare proprietari delle Autostrade costruite dai loro padri, annullando l’inutile pedaggio, liberandosi e liberando l’Abruzzo di queste catene che, benché fondate sul nulla, opprimono e condizionano la vita di tutti noi.

Occorre pertanto ristabilire il principio della preminenza dell’interesse collettivo, contro i potentati, le corporazioni, “le cricche”, le politiche al servizio dei potenti. È questo il faro che guida la politica del movimento Civiltà Italiana, partito che sarà sempre e soltanto al servizio dei cittadini abruzzesi.