PESCARA – “Nell’ultima seduta di Consiglio regionale abbiamo licenziato due leggi importanti almeno per quanto riguarda il Dipartimento dello sviluppo economico. Mi riferisco alla legge di riforma dell’Arap e a quella relativa all’istituzione dell’Aral. Questa amministrazione regionale, così come il mio Dipartimento, non resta seduta ma ha avviato un processo di riforma importantissimo sia per le aree industriali che per il mondo del lavoro, nella consapevolezza che per entrambi i settori era necessario procedere ad un adeguamento normativo che tenesse conto delle nuove esigenze emerse non solo in ambito regionale ma direi in tutto il Paese”.

Così l’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, che ha illustrato, questa mattina, a Pescara, in Regione, i due progetti di legge, approvati, martedì scorso, dal Consiglio regionale e riguardanti, il primo, la riforma del sistema produttivo abruzzese attraverso il potenziamento dell’Arap, ora Azienda Regionale delle Aree Produttive, ed il secondo l’istituzione dell’Aral, l’Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro, con l’obiettivo di disciplinare le funzioni e i compiti della Regione in materia di servizi per l’impiego.

In realtà la riforma dell’Arap rappresenta un dietrofront rispetto alla prima versione perorata da Magnacca che prevedeva la creazione di una “good company”, la nuova Aruap, e una “bad company”, la vecchia Arap, che si sarebbe dovuta accollare i 20 milioni di debiti con la fusione del Consorzio industriale di Chieti e Pescara, e con la prospettiva della liquidazione.

Ed anche il progetto di legge Aral ha subito modifiche nell’iter in commissione e poi in aula, martedì scorso, tra cui la tutela del personale, con il diritto per tutti i lavoratori coinvolti di poter scegliere, al termine di un anno di distacco, se rimanere in Aral o tornare nei ruoli della Giunta regionale, la clausola di revisione secondo la quale, nel 2032, se l’Agenzia non avrà prodotto miglioramenti misurabili rispetto al 2027, dovrà essere soppressa, nonché la “valutazione annuale sull’efficacia della legge”: la Giunta sarà obbligata a relazionare ogni anno al Consiglio sulla base di precisi indicatori: affluenza agli sportelli, soddisfazione dell’utenza, impatto delle attività sul territorio, livello di trasparenza.

Per l’assessore Magnacca “l’obiettivo è quello di riformare completamente l’intero sistema delle politiche attive del lavoro ma, per certi versi, anche quello delle politiche passive istituendo un’agenzia che non si rivelerà certo un ‘baraccone’ dal momento che non ci sono organi di natura politica né ci saranno soggetti nominati dalla politica. Per quanto riguarda ARAL, – ha proseguito – il direttore sarà scelto, prioritariamente, tra i dirigenti regionali e non ci saranno strutture superflue ad appesantirne il funzionamento. Non verranno, quindi,  solo messi in rete tutti i servizi legati ai Centri per l’impiego ed a tutte le politiche attive che la Regione Abruzzo istituzionalmente deve perseguire – ha sottolineato – ma, per la prima volta, ci saranno delle articolazioni territoriali, anche ulteriori rispetto a quelle già previste nelle sedi dei Centri per l’impiego, dove potranno essere erogate attività di affiancamento a quelle aziende in cui dovessero iniziare ad avvertirsi segnali di crisi con l’obiettivo di rimanere il più vicini possibile alle stesse aziende ed ai lavoratori. Si punta, pertanto, a mutuare un sistema che si è già rivelato di grande successo in regioni come il Veneto, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia”.

Riguardo, infine, all’ARAP, l’assessore Magnacca ha spiegato che “anch’esso fa parte di una volontà riformatrice dell’assessorato e della Giunta Marsilio che prende, però, le mosse dalla legge del 2011 andando a completare un processo di riordino dei consorzi industriali ed a dare seguito anche ad una richiesta, in tal senso, proveniente dalla Corte dei Conti”.