L’AQUILA – “Vorrei tranquillizzare tutti sul fatto che non sia stata rilevata alcuna criticità dal punto di vista dell’emergenza territoriale del 118, né del Pronto Soccorso né, tantomeno, della Terapia Intensiva: l’intera filiera dell’emergenza è stata pertanto garantita senza interruzioni. Questo è stato possibile perché il 118 era provvisto di un sistema informatico a sé stante e perché la natura stessa del Pronto Soccorso prevede l’acquisizione dei dati dei pazienti mediante compilazione cartacea; una volta ripristinati i sistemi, andremo a inserire i dati raccolti in forma digitale”.
Lo afferma in una nota il dottor Franco Marinangeli, capo del Dipartimento di Emergenza e Accettazione della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, in merito alle conseguenze dell’attacco ai sistemi informatici subito lo scorso 3 maggio. Dopo le rassicurazioni del primario di Oncologia, il professor Luciano Mutti, del responsabile del Blocco operatorio, Luigi Panella, e del direttore UOC Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore, Pierfrancesco Fusco, arrivano con un comunicato anche quelle di Marinangeli, a capo di un’altra area cruciale.
C’è da sottolineare che anche altre strutture si sono “salvate” dall’attacco avendo un proprio sistema informatico con server fuori dalla Asl.
Marinangeli non nega qualche rallentamento nella gestione dei laboratori analisi, “nei quali – spiega – siamo un po’ tornati ai vecchi tempi gestendo tutto a livello cartaceo, ma senza per questo inficiare la sicurezza dei percorsi dei pazienti”.
“In questi giorni – aggiunge – dobbiamo mandare il personale un po’ su e giù per i piani dell’ospedale per lo scambio dei documenti. Tutto ciò – tiene a precisare – senza alcuna ripercussione sui pazienti stessi”.
“Io credo – conclude – che l’Azienda stia affrontando questo momento di crisi nella maniera più opportuna”.






