L’AQUILA – Una richiesta formale al presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri di “inserire nella prossima seduta utile un punto all’ordine del giorno che inviti il presidente Marco Marsilio a relazionare in merito alle azioni messe in campo dalla sua maggioranza, di concerto con la Asl 1, per garantire l’assistenza sanitaria in provincia dell’Aquila e risolvere il problema legato all’erogazione dei servizi a seguito dell’attacco hacker”.
Questo l’impegno dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle all’indomani dell’ultima seduta della Commissione Sanità all’Emiciclo.
“Una seduta – spiegano in conferenza stampa gli esponenti Giorgio Fedele, Francesco Taglieri, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Barbara Stella – in cui avremmo dovuto avere chiarimenti concreti sull’attacco sferrato alla Asl 1, su cosa rischiano i pazienti e il personale coinvolti dal furto di dati. Ma soprattutto – aggiungono – avremmo dovuto informazioni su come si intende garantire il servizio sanitario a un’intera provincia”.
“Sia chiaro – viene sottolineato – nessuno chiede di conoscere pubblicamente quali azioni tecniche la task force stia mettendo in campo per arginare il furto di dati. Qui si sta chiedendo al presidente di Regione di fare il presidente della Regione e di essere vicino a cittadini e operatore, oltre a venire a riferire in Consiglio quali azioni sono poste in essere dalla Giunta per consentire alle strutture dì erogare i servizi, anche in questa situazione emergenziale”.
Risposte che, secondo i consiglieri, tardano ad arrivare.
“Tutto è celato – sottolineano – dietro all’alibi del riserbo per permettere agli operatori dì fare il proprio lavoro. In Commissione sanità non si è presentato neanche il direttore Ferdinando Romano, convocato, alla pari dell’assessore Nicoletta Verì e dello stesso presidente Marsilio”.
I consiglieri chiedono al governatore anche di riferire “su cosa si sta facendo per evitare che tutto si ripeta nelle altre Asl: Lanciano-Vasto-Chieti, Pescara e Teramo. Data la condizione dì enorme difficoltà in cui versa la Asi, sarebbe opportuno coinvolgere, come si fece durante l’emergenza generata dal sisma 2009, le Asl degli altri territori regionali per un supporto ai 300mila abitanti serviti dalla Asl 1”
È stata presentata, nel corso della seduta di ieri del Senato, l’annunciata interrogazione in cui la senatrice Gabriella Di Girolamo (Movimento 5 Stelle) insieme ai compagni di partito Elisa Pirro e Luigi Nave chiedono di far luce sull’attacco informatico subìto dalla Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
“L’interrogazione chiama in causa il presidente del Consiglio e il ministro della Salute e, per loro tramite, anche il garante della Privacy – ha detto all’Aquila la senatrice Di Girolamo – visto che questa operazione è ormai possibile con il nuovo regolamento del Senato. A noi interessa capire se sono stati posti in essere tutti gli accorgimenti necessari per evitare questo tipo di attacco, per questo un approfondimento è necessario”.
Il caos è stato provocato da un gruppo di cybercriminali riconducibile al cosiddetto “Gruppo Monti”, che avrebbe trafugato materiale per centinaia di gigabyte.
“Alcune cartelle cliniche sono state già pubblicate sul deep web – riporta il testo dell’interrogazione -, nella mattinata di martedì 9 maggio, sono stati pubblicati ulteriori 10 giga di dati. La richiesta di riscatto da parte della consorteria criminale non si è fatta attendere”.
Attraverso un loro comunicato apparso sul web i pirati informatici si sono detti pronti a pubblicare dati personali dei dipendenti dell’organizzazione, oltre a dati sensibili dei pazienti.
“In tutta evidenza – si legge ancora nell’interrogazione – la portata dell’attacco è da ritenersi assai rilevante, mette chiaramente a rischio la privacy di cittadini e operatori sanitari, e blocca la regolare erogazione di servizi fondamentali; ad avviso degli interroganti, al tutt’altro che imprevedibile attacco bisognava rispondere con misure adeguate e tempestive, ma a quanto pare così non è stato”.
Di qui la richiesta di sapere “se risulti che da parte degli organismi preposti siano state messe in atto tutte le misure preventive previste dalla normativa vigente, volte a scongiurare e contrastare in maniera efficace eventuali attacchi informatici e quali siano le tempistiche di ripristino dei servizi alla collettività pesantemente colpita dai fatti segnalati”.






