L’AQUILA – Salto di qualità per l’offensiva giudiziaria da parte di cittadini per la violazione della privacy e del diritto alla salute in conseguenza dell’attacco hacker che ha messo fuori uso il sistema informatico della Asl provinciale dell’Aquila: dopo il primo centinaio di diffide legali inviate all’azienda, un gruppo di cittadini ha deciso di presentare querele-denunce contro ignoti alle autorità giudiziarie, tra cui le Procure della Repubblica, per verificare se le istituzioni pubbliche hanno la prova del fatto che i loro dati clinici siano stati violati, in tal senso senza dover consultare siti illegali ed incorrere in conseguenze penali.

Una prova che farebbe emergere responsabilità dell’Azienda sanitaria, guidata dal dg, Ferdinando Romano.

A gestire una fase che potrebbe sfociare in un maxi contenzioso, sono gli avvocati, Marco Colantoni del Foro di L’Aquila, e Pier Luigi D’Amore, del Foro di Avezzano (L’Aquila), gli stessi legali che hanno gestito le prime istanze alla Asl.

Questa ulteriore azione legale è scattata dopo che “con la comunicazione pubblica ex art. 34 G.D.P.R. apparsa sul sito istituzionale dell’Azienda, la Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila – spiegano i due legali -, ha fornito una prima, parziale risposta alle legittime istanze degli utenti, ammettendo per la prima volta l’avvenuta violazione e sottrazione dei dati personali ‘riconducibili in particolare agli Assistiti’.

“Resta ancora da comprendere, però, quale sia la portata di tale violazione. Occorre difatti accertare l’identità degli assistiti i cui dati sono stati ormai diffusi nel web – continuano Colantoni e D’Amore – Quesito certamente di non poco rilievo, ove si considerino le conseguenze potenzialmente dirompenti e non ancora tutte ponderabili, della violazione. Per tali ragioni alcuni clienti hanno manifestato l’intenzione di reagire con formali denunce-querele, attualmente in corso di predisposizione e che saranno a breve depositate presso le competenti autorità, nei confronti degli ignoti autori del fatto”.

Continua intanto lo scontro sul fronte politico e oggi il capogruppo Pd, Silvio Paolucci e il consigliere regionale del M5S Giorgio Fedele, firmatari di un’interpellanza sullo stato dei sistemi informatici, sono tornati a denunciare:”Il disagio conseguente all’attacco degli hacker al sistema della Asl 1 si allarga a macchia d’olio, coinvolgendo la privacy dei pazienti, con malattie, prestazioni e cure personali messe alla berlina e l’affidabilità di una gestione della rete che ha rivelato tutta la sua incredibile vulnerabilità. Interpelliamo l’esecutivo per fare luce sullo stato dell’arte, perché a giorni dai fatti siamo incredibilmente ancora in alto mare sulle cause e, soprattutto, mancano informazioni sulla vicenda e su quanto tempo ci vorrà per ripristinare un minimo di normalità, dando ai cittadini e alle prestazioni richieste certezza e salvaguardia”,

Nell’interpellanza, sottoscritta anche dai consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, di Legnini Presidente, e Marianna Scoccia, del Gruppo misto, e da tutti i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, chiedono anche una relazione dettagliata delle iniziative messe in campo a sostegno dell’azienda per fronteggiare e superare l’attuale situazione di emergenza: “Non solo, servono risposte a una serie di problemi concreti  che la Regione non ha dato – aggiungono – ad esempio se si intende avviare un’indagine interna per verificare le eventuali carenze dei sistemi informatici, questo per adottare protocolli funzionali e innalzare i livelli di sicurezza anche nelle altre Aziende sanitarie abruzzesi, alcune delle quali stanno vivendo importanti disagi a causa dell’accaduto. Chiediamo, inoltre, se esiste un fornitore unico della Regione Abruzzo e delle Aziende sanitarie abruzzesi dei servizi di Cyber Security, nonché se alla data dell’attacco ransomware erano operative tutte le basilari schermature capaci di effettuare stress test e identificare eventuali falle e vulnerabilità nel sistema, in modo da difenderlo in caso di attacchi”.

In merito agli aggiornamenti sullo stato dei servizi della Asl, da qualche giorno con cadenza quotidiana, oggi è intervenuto il dottor Franco Marinangeli, capo del Dipartimento di Emergenza e Accettazione della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Rassicurazioni  arrivate dopo quelle, nei giorni scorsi, del primario di Oncologia, il professor Luciano Mutti, del responsabile del Blocco operatorio, Luigi Panella, e del direttore UOC Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore, Pierfrancesco Fusco, arrivano con un comunicato anche quelle di Marinangeli, a capo di un’altra area cruciale.

“Vorrei tranquillizzare tutti sul fatto che non sia stata rilevata alcuna criticità dal punto di vista dell’emergenza territoriale del 118, né del Pronto Soccorso né, tantomeno, della Terapia Intensiva: l’intera filiera dell’emergenza è stata pertanto garantita senza interruzioni. Questo è stato possibile perché il 118 era provvisto di un sistema informatico a sé stante e perché la natura stessa del Pronto Soccorso prevede l’acquisizione dei dati dei pazienti mediante compilazione cartacea; una volta ripristinati i sistemi, andremo a inserire i dati raccolti in forma digitale”, ha detto Marinangeli.

C’è da sottolineare che anche altre strutture si sono “salvate” dall’attacco avendo un proprio sistema informatico con server fuori dalla Asl.

Marinangeli non ha negato qualche rallentamento nella gestione dei laboratori analisi, “nei quali siamo un po’ tornati ai vecchi tempi gestendo tutto a livello cartaceo, ma senza per questo inficiare la sicurezza dei percorsi dei pazienti”.

“In questi giorni – ha aggiunto – dobbiamo mandare il personale un po’ su e giù per i piani dell’ospedale per lo scambio dei documenti. Tutto ciò senza alcuna ripercussione sui pazienti stessi. Io credo che l’Azienda stia affrontando questo momento di crisi nella maniera più opportuna”.