L’AQUILA – I soldi ci sono attesi da anni, 371 milioni di euro, manca solo una firma.

Ma per la realizzazione dei 5 nuovi ospedali d’Abruzzo, a cui i tecnici del ministero della Sanità hanno dato il loro parere positivo, quelli  di Sulmona e Avezzano (L’Aquila), Lanciano e Vasto (Chieti), Giulianova (Teramo), ci sono anche problemi di localizzazione e di riorganizzazione complessiva della rete sanitaria abruzzese che a breve sarà imposta dal decreto Lorenzin, destinato ad accorpare ospedali e reparti, eliminare decine e dencine di specialistiche se non si ha un sufficiente bacino di utenza.

E la situazione Asl per Asl è diversificata. A Sulmona, infatti, i lavori sono già avviati, ma c’è chi teme che il nosocomio nuovo di zecca sarà comunque fortemente penalizzato dal ridimensionamento e sarebbe una grama consolazione ritrovarsi una sorta di poliambulatorio in vetro e acciaio.

Più o meno tutti d’accordo su dove realizzare i nuovi ospedali di Avezzano e Vasto, mentre invece a Lanciano si discute da anni sulla localizzazione, con i sindaci del territorio su posizioni opposte.

Si teme, però, che un nuovo, grande ospedale da realizzare per Chieti Pescara, con la Maltauro che ha proposto un project finacing alla Regione da 200 milioni di euro  nella dalfonsiana “striscia di Gaza”, possa alla fine penalizzare anche qui gli altri ospedali della provincia.

A Giulianova il dilemma è se costruire in città un o altrove un unico ospedale provinciale, al posto di quelli di Teramo, Atri, Sant’Omero e appunto Giulianova. Più facile a dirsi che a farsi, viste per esempio le opposizioni che si sono scatenate per la semplice chiusura del punto nascite di Atri, con ricorso al Tar ancora da concludere e mobilitazione di cittadini e amministratori.

ASL 1 L’AQUILA

SULMONA

Chi è già un passo avanti è Sulmona: il nuovo ospedale sarà di fatto un ampliamento e parziale sostituzione della vecchia e gloriosa Annunziata.

I nuovi fondi serviranno a completare l’intervento, già appaltato e in corso d’opera. L’appalto, dal costo di circa 10 milioni di euro, su un totale di 18,5 milioni, stato aggiudicato al raggruppamento di ditte capitanato da Inso con la formula del leasing, finanziata da due banche, Sardaleasing e Iccrea BancaImpresa.

La Inso, insieme a Edilfrair, realizza le opere, mentre altre due imprese, Sof e G.e.te., gestiranno la manutenzione edile e cureranno l’impiantistica della struttura per un periodo di 20 anni.

La prima pietra è stata posata al suon delle fanfare a dicembre 2014, però poi i lavori si sono arenati in partenza perchè fino a luglio sono mancate le solite autorizzazioni da parte dei vari enti.

Ora sono in corso i lavori per il consolidamento della struttura preesistente, dell’ala nuova del vecchio ospedale. E procede anche il cantiere per i primi 5 mila metri quadrati su 4 piani della nuova struttura costruiti con moduli prefabbricati in acciaio e vetro.

La seconda fase, finanziata con i fondi in arrivo dal ministero, e in parte dalla Regione, prevede la realizzazione di altri 5 mila metri quadrati per un costo di 8.5 milioni di euro.

Ad AbruzzoWeb aggiorna sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle tempistiche Giancarlo Silveri, direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

“Tra 4 mesi sarà utimato il consolidamento della strututtura preesistente, tra 10 mesi saranno pronti i primi 5 mila metri quadrati della nuova ala, poi con i fondi sbloccati con l’intesa che sarà a giorni firmata, si procederà al completamento del nuovo ospedale. Ricordo che, a Sulmona, stiamo costruendo anche altre tre nuove sale operatorie”.

La Asl, come prevede la formula del leasing, a partire dal collaudo di ciascun lotto verserà alle banche finanziatrici un canone annuale di locazione durante i 20 anni, trascorsi i quali l’azienda sanitaria diventerà proprietaria dell’immobile.

“I posti letto della nuova Annunziata resteranno 164, come ovvio – assicura Silveri – Il numero è fissato dal piano sanitario in base alla popolazione, e non può essere sforato, ma Sulmona avrà un ospedale all’avanguardia, di gran lunga più funzionale e sicuro. La miglior risposta a che pensava che ci fosse il disegno di depontenziare e addirittura smantellarlo”.

AVEZZANO

Ad Avezzano invece il nuovo ospedale sorgerà affianco a quello vecchio, su un terreno già di proprietà della Asl, e già dotato di sottoservizi e delle altre infrastrutture. Costo preventivato da Silveri circa 60 milioni di euro, 17 da recuperare con la vendita del vecchio edificio.

“Dovremo fare bando e progetto esecutivo, ma ritengo che in tre anni potremo avere chiavi in mano il nuovo ospedale, in tempi molto stretti rispetto la media, perchè anche qui abbiamo intenzione di adottare la medesima tecnica del vetro e acciaio, con moduli prefabbricati, molto più celere”.

Alla fine dei conti assicura Silveri sia il nuovo ospedale di Sulmona che quello di Avezzano saranno un ottimo affare.

“Solo ad Avezzano – spiega il manager – abbiamo calcolato che si possono risparmiare quasi un milione di euro l’anno solo di risparmio energetico, grazie a tecniche costruttive e nuovi maeriali che minimizzano i consumi e la dispersione termica”.

ASL 2 CHIETI

VASTO

“Il pallino è in mano alla Regione, noi siamo pronti a fare la nostra parte per quel che ci compete”.

Non si sbilancia Pasquale Flacco, direttore sanitario della Asl Chieti-Lanciano Vasto, che di fatto è al timone dell’azienda, essendo ancora vacante la figura del direttore generale dopo le dimissioni di Francesco Zavattaro. E le scelte nel Chietino non saranno facili, come spiega a questo giornale

L’ospedale di Vasto, conferma, Flacco “sorgerà senz’altro a Colle Pizzuto, fuori città, tra San Salvo e Vasto, vicino al casello dell’autostrada A14, e alla Trignina, principale arteria di collegamento per le aree interne. Al confine con il Molise, in posizione, dunque, molto strategica”.

Il Comune, del resto, ha già da tempo acquistato dei terreni che poi sono stati ceduti alla Asl per realizzarlo.

“È la localizazione più logica – conferma Flacco – tenuto conto che il vecchio ospedale nel centro di Vasto presenta problemi enormi, per l’accesso degli utenti e per i parcheggi”.

Su Colle Pizzuto dagli anni 80, va poi ricordato, insiste un progetto di realizzazione di un nuovo quartiere residenziale avanzato da una cordata di imprenditori vastesi e architetti romani.

Un investimento da 50 milioni di euro, su di una superficie di circa 43 ettari, che, oltre alla costruzione di unità abitative per 4 mila abitanti, aree verdi, prevede un centro commerciale e sopratutto, appunto, un grande ospedale come polo attrattore.

LANCIANO

A Lanciano invece si litiga da anni su dove localizzare il nuovo Renzetti, altra struttura vecchia e non più adeguata.

Mario Pupillo sindaco di Lanciano vuole che il nuovo ospedale sia localizzato rigorosamente nel territorio comunale. In via del mare, a fianco del vecchio nosocomio, come stabilito anche dal piano regolatore, oppure a contrada Martelli. La Asl però ha proposto contrada Sant’Onofrio, 12 chilometrI a sud di Lanciano, i sindaci del territorio altre localizzazioni ancora più baricentiriche e vicine ai loro Comuni. Ma Pupillo non ne vuol sapere, ribadendo che anche il nuovo ospedale “fa parte del patrimonio di Lanciano e qui dunque va realizzato. Lo difenderemo come stiamo difendendo il tribunale e tutte ciò che può rappresentare le eccellenze della città”.

ASL 4 TERAMO

GIULIANOVA

“Realizzare un piccolo doppione dell’ospedale di Giulianova sarebbe un errore, si perderebbe l’occasione per creare, in un’area baricentrica, un nuovo grande ospedale unico per tutta la provincia, al posto di quelli vecchi”.

Ne è convinto Roberto Fagnano, direttore generale della Asl di Teramo, che boccia la localizzazione già individuata in via Cupa, alla periferia di Giulianova. Meglio, secondo lui, un nuovo, grande ospedale unico a Bellante o Mosciano Sant’Angelo.

“Dobbiamo immaginare gli ospedali che serviranno per il futuro. Ora l’importante è che il finanziamento ci sia, richiesto per sostituire il vecchio ospedale di Giulianova, mal costruito negli anni Sessanta e per di più con due plessi separati da una strada in area centrale della città. Poi, però – prosegue – servirà una seria riflessione su che cosa si debba intendere con l’espressione ‘nuovo ospedale di Giulianova’”.

Il manager ricorda che “bisogna considerare che non abbiamo più risorse e personale per tenere in piedi quattro ospedali con costi moltiplicati, quando se ne può realizzare uno solo, nuovo e all’avanguardia, distante 10 minuti da Teramo, 15 da Giulianova e 20 da Atri”.

Un intervento che si ripagherebbe da solo in pochi anni secondo lui. “Sarebbe un ospedale grande e e di gran lunga più competitivo, e dunque si abbatterà la mobilità passiva che ci costa 40 milioni l’anno, soprattutto a favore delle Marche – Poi va messa in conto la razionalizzazione del personale, e l’abbattimento costi energetici e logistici”.