ATESSA – Cento anni fa moriva don Epimenio Giannico, fondatore della Cassa rurale di Atessa, la Bcc Sangro Teatina intende ricordarlo promuovendo un convegno che si terrà oggi pomeriggio alle 16 presso il teatro “Antonio Di Iorio”.

Riscattare moralmente ed economicamente un intero territorio, incarnando lo spirito della Rerum Novarum di Leone XIII mediante l’ideazione della più antica Banca di Credito Cooperativo d’Abruzzo e Molise. È stato questo il fiore all’occhiello dell’intera esistenza di don Epimenio, il sacerdote fondatore nel 1903 di quella che si chiamava “Cassa rurale cattolica di depositi e prestiti San Francesco d’Assisi”, che morì il 5 aprile 1911 ad Atessa (Chieti), dove era nato nel 1852.

La Bcc Sangro Teatina, che di quella Cassa rurale incarna ancora oggi lo spirito non avrebbe potuto dimenticare la figura di don Epimenio.

“Questo convegno – spiega Fabrizio Di Marco, direttore generale di Bcc Sangro Teatina – vuole essere l’occasione per riproporre a tutti l’origine del nostro istituto: un sacerdote colto e umile, profondamente legato alla sua gente, ma anche un grande innovatore sociale, che individuò nella Cassa rurale lo strumento per emancipare dall’usura e dalla povertà la popolazione prevalentemente agricola del territorio, dando forma e sostanza a quanto suggerito da Leone XIII nell’enciclica Rerum Novarum. Nel tempo, l’istituto è diventato motore di sviluppo economico. Oggi che è presente in due regioni, vuole rimanere fedele agli ideali del suo fondatore”.

Dopo i saluti introduttivi di Piergiorgio Di Giacomo, presidente della Bcc Sangro Teatina, Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa, don Loreto Grossi, parroco di San Leucio in Atessa, Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, e gli interventi di Antonio Tancredi, presidente della Federazione delle Bcc di Abruzzo e Molise, e Fulvio Rocco De Marinis, prefetto di Chieti, sono previste le relazioni di Sergio Gatti, direttore generale della Federazione Nazionale Bcc, padre Giuseppe Cellucci, sacerdote e missionario O.M.I., e monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto. (ar.ia.)