L’AQUILA – “E’  un giro di valzer, quello che consegue dalla determinazione 221 dell’11 Marzo scorso a firma del Direttore dell’Ater   Giancarlo Alterio dove, per una non meglio precisata ‘migliore organizzazione interna del lavoro’ si è provveduto a sostituire degli incarichi di rup affidati a dipendenti esperti dell’Ater”.

Lo afferma in una nota  Luca Fusari, segretario generale Fp Cgil Abruzzo Molise,che minaccia anche un “ricorso  agli organi di controllo regionali e all’Anac”.

“La rotazione degli incarichi è certamente un principio condivisibile ma se applicato ai nuovi incarichi, tenendo conto della professionalità ed esperienza dei tecnici, non certo agli incarichi in via di esecuzione o, addirittura, arrivati alla fase finale, senza che ci siano motivi oggettivi per procedere in tal senso. La sostituzione dei rup per affidamenti in corso è, infatti, una eccezione che trova giustificazione in motivazioni specifiche gravi quando il rup precedente non è più in grado di seguire l’incarico (perché trasferito, per problemi personali, a seguito di guai giudiziari, etc. etc.)”, prosegue la nota.

“Sostituire dei rup, invece, da un momento all’altro senza che ci sia conoscenza dell’interesse pubblico a sostegno di tale atto imperativo non pare la soluzione ottimale per creare efficienza ed efficacia nell’agire pubblico. Questo perché ci vorrà del tempo per trasferire competenze e conoscenze sull’incarico da un rup all’altro con possibili ritardi nel compimento degli affidamenti.
Esiste poi un diritto soggettivo di chi ha fatto il rup in precedenza svolgendo tutte le fasi relative all’incarico e che adesso, senza una motivazione concreta e specifica, si vede revocare lo stesso. Questo può portare l’Ente ad un contenzioso con ripercussioni economiche importanti oltre che la determinazione di un ambiente di lavoro ormai pregiudicato nel senso della serenità.

“L’Ater è un soggetto giuridico privato ma che svolge un servizio di rilevanza pubblica che lo obbliga ad assumere comportamenti amministrativi trasparenti e motivati tanto che su di esso vige il controllo della Regione. L’impressione che si ha, invece, è che si voglia determinare un comportamento di gestione privata che porta ad assumere comportamenti discrezionali di tipo personalistico, al di fuori anche delle corrette relazioni sindacali. Ma nel privato i soldi sono del privato qui i soldi sono dei contribuenti. Per questo abbiamo chiesto il ritiro del “giro di walzer” e il ripristino dei precedenti affidamenti ai rup e l’apertura delle corrette relazioni sindacali. Se sarà necessario, poi, apriremo la fase vertenziale facendo ricorso anche agli organi di controllo regionali e all’Anac”, conclude la nota.