L’AQUILA – Sindacati divisi sull’ipotesi di ateno unico in Abruzzo.
Per il segretario regionale dell’Ug, Piero Peretti, è prematuro avanzare una simile proposta, mentre per il ‘collega’ della Cisl, Maurizio Spina, la federazione delle univeristà rappresenta “un passaggio fondamentale”. La Uil, invece, si dice favorevole a un’integrazione delle università con il segretario Roberto Campo.
PERETTI: “ATENEO UNICO, IPOTESI PREMATURA”
“L’università unica regionale è la meta da raggiungere ma, tale nobile intendimento, necessita di basilari passaggi intermedi”. A scrivere è Piero Peretti, segretario regionale dell’Ugl.
“In tale prospettiva, appare indispensabile l’avvio di una stretta collaborazione tra le università dell’Aquila e di Teramo che, sinergicamente, porti alla creazione di un polo universitario di alta eccellenza che offra qualità formativa e nuove prospettive ai giovani non solo dell’Abruzzo interno ma anche delle regioni limitrofe”.
“A tal riguardo condividiamo le proposte del Rettore dell’università dell’Aquila Ferdinando di Orio che caldeggia un gemellaggio tra i due atenei con l’obiettivo di creare ‘un corridoio del sapere’ che vada dalla Marsica a Teramo ottimizzando le potenzialità dei territori interessati: Micron, polo farmaceutico ed, aggiungiamo noi, l’istituto di fisica nucleare del Gran Sasso d’Italia”.
“Le due università, tra l’altro, non hanno facoltà sovrapponibili ed una futura fusione garantirebbe esclusivamente vantaggi culturali e formativi con notevoli ripercussioni positive sul diritto allo studio”.
S”olo dopo aver costituito il polo universitario dell’Abruzzo interno, si potrà finalmente ipotizzare la realizzazione dell’ateneo unico regionale”.
SPINA: “FEDERAZIONE ATENEI, PASSAGGIO FONDAMENTALE”
“Il mondo accademico e la societa’ abruzzese in questi giorni hanno aperto un importante dibattito sulle Università abruzzesi anche alla luce della Legge Gelmini (Legge 240/2010 “Norme in materia di organizzazione delle Università, di Personale accademico e Reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”), ed il particolare dell’articolo 3 della Legge che, nel quadro degli interventi introduce l’idea della Federazione e/o fusione degli Atenei”.
A parlare è il segretario generale della Cisl Abruzzo Maurizio Spina secondo il quale “la Federazione degli Atenei è finalizzata al miglioramento della qualità, l’efficienza e l’efficacia delle attivita’ istituzionali e gestionali e la razionalizzazione nella distribuzione delle sedi universitarie.
Il procedimento di federazione o fusione ha inizio sulla base di un progetto deliberato dai competenti organi di ciascuno degli Atenei interessati che contiene, in forma analitica, le motivazioni, gli obiettivi, le compatibilita’ finanziarie e logistiche.
“La CislAbruzzo – prosegue il segretario – ha seguito attentamente questo dibattito perché l’Università rappresenta un soggetto essenziale per il futuro della nostra regione. Il sistema universitario infatti, svolge un ruolo determinante nell’ambito dello sviluppo economico e sociale dell’Abruzzo ed in un periodo di evidenti e gravi carenze di risorse economiche pubbliche, necessita di una ottimizzazione che punti a creare poli di eccellenza. Siamo convinti infatti, che la Federazione degli Atenei puo’ essere un momento di incontro e di sinergia non solo per mondo accademico e il mondo giovanile universitario, ma anche in grado di determinare le prospettive della nostra Regione. Non deve rappresentare l’attuazione di una semplice indicazione di legge ma l’occasione di rispondere in modo concreto ed adeguato alle sfide della modernita’”, sottolinea Spiena”.
“La Federazione delle Universita’ Abruzzesi, come capacità di fare sistema, come volontà di superamento della competizione, come un punto di riferimento unitario della società civile ed economica , e’ chiamata con le altre istituzioni a creare ‘le condizioni di un’alleanza per la crescita di qualità e di innovazione del territorio, nel mondo produttivo, nella ricerca, nei servizi e nella cultura, per uno sviluppo in senso ampio della comunita’ regionale aperto alle buone pratiche europee e non solo’, così come si legge nel Patto di Sviluppo dell’Abruzzo. E’ un impegno importante da realizzare che vede nelle Università i soggetti protagonisti di un cambiamento, per fornire analisi e proposte che aiutino l’intera comunita’ ad affrontare il nuovo che avanza, poiche’ sono le sedi delle competenze, della ricerca e del sapere”.
Secondo il segretario Cisl “è il momento di fare sistema, di pervenire ad una visione organica dello sviluppo, di crescita della partecipazione, di rinnovata collaborazione per mettere in campo strumenti legislativi regionali innovativi e protocolli d’intesa lungimiranti, richiamati nello stesso Patto di Sviluppo e nell’Accordo di Programma tra il MSE e la Regione Abruzzo. Non è più il tempo della dispersione ma dell’unione, della consapevolezza e della responsabilità in un contesto irto di difficolta’ che ci invitano a saper raccogliere le sfide del cambiamento”, conclude Maurizio Spina.
CAMPO: “D’ACCORDO A INTEGRAZIONE DELLE TRE UNIVERSITA'”
“Sindacati, organizzazioni degli imprenditori, Università: ciascuno ha la sua autonomia. Ma la scelta che tutti abbiamo sottoscritto di adesione al Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo deve significare che siamo quanto meno disponibili al confronto, senza cingere di mura i nostri ambiti, per cercare soluzioni che facciano l’interesse generale. Siamo dunque d’accordo con il presidente Chiodi quando, nel rispetto dell’autonomia delle Università, propone che si individuino nell’ambito del Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo passi avanti nella direzione dell’integrazione delle nostre tre università”.
Lo dice il segretario della Uil Abruzzo, Roberto Campo. “Le ragioni dell’integrazione/federazione/unificazione – spiega – non sono solo nel calo delle risorse pubbliche disponibili e nell’esigenza di sfruttarle il meglio possibile, a cominciare dai 5 milioni del Fas Abruzzo dedicati all’università. Si tratta anche di prendere coscienza che 3 atenei per complessivi 60.000 studenti e 10.000 laureati (dati pre-sisma) hanno un dimensionamento inadeguato e sviluppano insufficienti sinergie, come ben sappiamo. Ci interessa in particolare la componente tecnico-scientifico-economica delle tre università: 11 facoltà e quasi 40.000 iscritti. La proposta dell’istituzione del Politecnico d’Abruzzo avanzata nel 2006, inteso non come una quarta università, ma come il soggetto che mette in rete queste facoltà e costruisce un rapporto tra l’università e i grandi gruppi industriali presenti in Abruzzo, merita di essere ripresa. Abbiamo un importante apparato industriale che dobbiamo valorizzare non solo per la capacità produttiva manifatturiera installata, ma per farlo contribuire alla creazione di una cultura e un sistema regionale di ricerca e innovazione, che è il solo vero modo per fare mettere radici in Abruzzo alle multinazionali che abbiamo e ricominciare ad attrarne altre”.
“Gli indicatori di innovazione – osserva Campo – dicono che l’Abruzzo ha una posizione medio-bassa tra le circa 300 regioni europee: 91esimo per occupati nell’industria a medio-alta intensità tecnologica, ma 106esimo per spesa in Ricerca e Sviluppo in rapporto al Pil, 146esimo per numero di ricercatori in rapporto agli occupati, 150esimo per numero di brevetti registrati in rapporto agli abitanti. Anche gli indicatori che misurano il valore del sistema-Abruzzo nel confronto con le altre regioni italiane dicono che non siamo affatto brillanti: tra il nono e il 12esimo posto, a seconda degli indici”.
“Lo strappo che il sistema universitario e la Giunta Del Turco consumarono contro il parere dei sindacati, delle associazioni imprenditoriali e dei grandi gruppi sull’alta formazione (i famigerati bandi POL_AF) – conclude Campo – è una strada che non porta a nulla. Proviamo di nuovo”.






