L’AQUILA – Con le grandi manovre in entrambi gli schieramenti, impazza il totorettore. Un nome papabile da sempre per il dopo Di Orio è quello della preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, Maria Grazia Cifone, fedelissima dell’attuale vertice, diventata preside in seguito alla nomina del suo predecessore, appunto Di Orio.

Ora si tenta il secondo avvicendamento vincente. Ma da fonti bene infornate trapela il fatto che il rettore, pur avendo promesso la candidatura alla professoressa Cifone, che non perde occasione di ricambiare la fiducia, non a caso è stata la prima a scrivere una nota in difesa di Di Orio sulle accuse sugli affitti, sta pensando seriamente al preside della facoltà di Economia, Fabrizio Politi, altro docente considerato un vero e proprio fedelissimo.

A tale proposito, però, al rettore non sarà sfuggito il fatto che Politi, docente di diritto costituzionale, non è tra i presidi che lo hanno difeso tempestivamente sul caso dei mega affitti, ma solo con una nota nella tarda serata di ieri.

Non sembra avere chance, pur essendo nella lista dei papabili, la preside della facoltà di Scienze motorie, Paola Inverardi, alla quale viene rimproverato il fatto che nella precedente tornata elettorale ha appoggiato tardivamente Di Orio.

Comunque, i giochi non sono fatti e ci potrebbero essere altre sorprese. La situazione è fluida anche nell’agguerrito gruppo degli oppositori nell’ambito del quale il principale accusatore, il docente Sergio Tiberti, non è interessato alla scalata al rettorato.

Un nome che ha delle chance è quello dell’ex preside di Ingegneria, Aniello Russo Spena, che, come decano, ha il delicato compito di indire le elezioni.

Nella lista dei papabili c’è anche il nome del professor Edoardo Alesse, sfidante di Di Orio nelle elezioni che si svolsero ormai cinque anni fa.

Ma nel gruppo c’è un candidato nuovo: il professor Pacifico Pelagagge, ritenuto un buon cavallo per le physique du role, un po’ meno per la presenza, visto che è molto spesso all’estero.

Ma nonostante le elezioni siano ormai alle porte, le decisioni da una parte e dall’altra non sono state prese.