L’AQUILA – È sempre incandescente il caso-tagli ai fondi dell’Università dell’Aquila, che per il rettore Ferdinando di Orio sono stati prima fatti e poi riparati, mentre un gruppo di oppositori, guidati dal “picconatore” Sergio Tiberti, docente di Igiene e medicina preventiva, sostiene che alla luce dell’esito finale non c’è mai stato nessun taglio e di Orio ha lanciato una campagna mediatica a scopo elettorale.

Il dibattito interno all’Ateneo è tuttora caldissimo. Basta dare un’occhiata a questo dossier di cui AbruzzoWeb è entrato in possesso, inviato da un componente del consiglio d’amministrazione (di cui non si conosce il nome, perché i documenti non sono firmati) tramite posta elettronica a un folto gruppo di destinatari.

Al rettore in primis, ma anche ai prèsidi delle facoltà, ai direttori dei dipartimenti, al consiglio di amministrazione, ai prorettori delegati, ai delegati del rettore, alle rappresentanze sindacali unitarie e infine al direttore amministrativo dell’Ateneo, Filippo Del Vecchio.

Nel dossier si fa una ricostruzione cronologica delle quattro email inviate da di Orio durante la convulsa giornata di mercoledì 5. Il rettore viene accusato di aver causato un “danno d’immagine” e una “perdita di credibilità” all’intero Ateneo, cavalcando una tesi, quella del taglio riparato, smentita dai fatti, visto che l’Università alla fine avrà una dotazione finanziaria perfino più alta di quella del 2009. (red)

IL TESTO COMPLETO DEL DOSSIER

Magnifico Rettore,
leggendo ieri sera il fiume di mail con cui ha inondato la casella di posta di tutti noi e gli articoli di stampa sull’argomento, è venuto spontaneo chiedermi: ma dove sono capitato? In che mani si trova la nostra amata università?

Le ricordo, ed è bene questa volta esplicitarlo subito, che lei è tenuto ad avere comportamenti che dimostrino senso di responsabilità nei confronti dell’Istituzione che rappresenta. Lei rappresenta l’Università dell’Aquila in questo momento, non è un “semplice docente” o un “semplice cittadino”.

Non può permettersi, soprattutto in questo momento di grande sofferenza e difficoltà per l’Ateneo, di commettere errori di questa portata che screditano la nostra immagine e minano la nostra credibilità.

Le faccio inoltre notare, prima di una semplice ricostruzione che chiarirà cosa è accaduto con l’evidenza dei fatti, che il “galateo istituzionale” suggerirebbe che, prima di “informare la stampa”, venissero informati gli organi di governo dell’università, Cda e Sa, su questioni così delicate e sensibili per la vita dell’Ateneo come l’importo di FFO che ci è stato assegnato. Non capisco la fretta di comunicare alla stampa delle notizie, tra l’altro infondate, prima di portarle a conoscenza dei consiglieri d’amministrazione.

Le ricordo che abbiamo il rapporto assegni fissi/FFO oltre il 90%, i.e. blocco delle assunzioni, che non sono stati pagati gli adeguamenti stipendiali del 2010 perché “non ci sono soldi in bilancio”, e che il bilancio è in forte sofferenza.

Vengo alla ricostruzione, seguendo la cronologia delle mail che ci ha inviato:

1. mail del 5.1.11 h. 11.38 sul DM 21.12.10 n. 655 registrato alla corte dei conti il 30.12.10 in cui ci da notizia del taglio del 3,72% sul FFO 2009:

“Cari colleghi,
vi trasmetto il Decreto Ministeriale 21 dicembre 2010 n. 655 di Ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università per il 2010 registrato alla Corte dei Conti il 30 dicembre 2010 Rep.19 Foglio 222.

Troverete evidenziato il punto che riguarda il taglio operato nei confronti del nostro Ateneo del 3,72% sul FFO 2009 smentendo, in questo modo, l’accordo di programma del maggio 2009 firmato dal rettore e dal Ministro Gelmini. Come ricorderete ho segnalato più volte al MIUR la necessità di modificare la bozza di decreto tenendo conto dell’Accordo di Programma con il nostro Ateneo. La stessa CRUI ha fatto propria la posizione del nostro Ateneo chiedendo la modifica della bozza di decreto nella direzione da noi indicata. Il decreto ministeriale,nonostante tutto ciò, riporta, senza alcuna giustificazione, il taglio del FFO per il nostro Ateneo.

Questo è un fatto gravissimo che crea un vulnus nei rapporti fra Istituzioni. Qualora non ci fosse da parte del MIUR un reintegro del Fondo di Finanziamento nella quota stabilita nell’accordo di programma dovremo avviare un contenzioso per  ottenere quanto a noi sottratto. Tutto questo è stato da me comunicato al MIUR in data 3 gennaio 2011.

Nella giornata di ieri ho avuto rassicurazioni da parte del MIUR, con notizia comunicata anche alla stampa, che però appaiono difficilmente comprensibili visto che il Decreto Ministeriale è stato già registrato alla Corte dei Conti.

Sono in attesa di capire come si possa superare un decreto ministeriale registrato alla Corte dei Conti.

Un caro saluto.

Ferdinando di Orio”

Mi scusi ma l’Università non ha ricevuto il giorno 31.12.10 dal dott. Tomasi del MIUR via posta certificata la nota (che riallego) in cui è chiaro che non solo non ci viene decurtato nulla ma il nostro FFO 2010 ammonta a 68.784.986 Euro, quindi maggiore rispetto ai 68.500.000 Euro sanciti dall’accordo (le ricordo che la posta certificata ha la valenza di una raccomandata…)?

Pensa che sia una prassi corretta che il dirigente del MIUR attenda la registrazione alla corte dei conti del DM, avvenuta il 30.12, prima di comunicare ufficialmente alle università nel dettaglio quanto gli spetta?

2. mail del 5.1.11 h. 12.59 (indirizzata alla stampa) in cui ci dà notizia della comunicazione rassicurante della Gelmini sul FFO 2010:

“Egregi signori della Stampa,

pur prendendo atto della comunicazione rassicurante da parte del Ministro Gelmini pervenuta nella serata di ieri, trasmetto il decreto ministeriale sulla ripartizione del Fondo di Funzionamento alle Università con in evidenza il taglio operato nei confronti dell’Università dell’Aquila in palese contrasto con l’Accordo di programma firmato dal rettore dell’Università dell’Aquila e dal Ministro Gelmini nel maggio 2009. (Allegato)

Trasmetto, inoltre, le lettere trasmesse al MIUR dal rettore dell’Università dell’Aquila (16 settembre 2009) e dalla CRUI (24 novembre 2009) che intervengono per modificare la bozza di decreto ministeriale.

Questo per evitare che si possa pensare a qualche strumentalizzazione operata dall’associazione studentesca UDU e dal rettore dell’università dell’Aquila.

Un caro saluto

Ferdinando di Orio”

Da questa mail emerge chiaro che alle ore 12.59 di ieri 5.1 lei non era ancora al corrente della nota di Tomasi inviata il 31. Le faccio notare che il 31, ultimo giorno dell’anno, era venerdì, e quindi una giustificazione ci può stare, ma prima di mercoledì 5 gennaio ci sono stati lunedì e martedì, entrambi giorni lavorativi.

Si presume che un Rettore ed un Da leggano le mail, soprattutto quelle relative alla posta certificata, prima di fare qualunque atto che possa arrecare danno all’Ateneo. Oppure devo pensare che la chiusura forzata dell’Ateneo di questo periodo esima lei e il Da dal leggere le mail, ma non dall’inviarle soprattutto quando nell’indirizzario ci sono organi di stampa?

In questa mail lei continua a sostenere la sua tesi con varia documentazione giustificandola con “Questo per evitare che si possa pensare a qualche strumentalizzazione operata dall’associazione studentesca UDU e dal rettore dell’università dell’Aquila.”

Qualcuno direbbe “excusatio non petita accusatio manifesta”, ma per me c’è essenzialmente molta amarezza che mi spinge a rinnovarle il richiamo al senso di responsabilità nei confronti dell’Istituzione che rappresenta. Il danno di immagine e la perdita di credibilità a causa di questi comportamenti è molto grave. Mi viene da dire che questi sono i comportamenti che un rappresentante delle Istituzioni non dovrebbe mai tenere.

3. mail del 5.1.11 h. 13.30 (indirizzata alla stampa) in cui trasmette l’accordo di programma con la Gelmini:

“Si trasmette l’accordo di programma del maggio 2009.

Dal testo si evince quanto sostenuto in merito al FFO.

Un caro saluto

Ferdinando di Orio”

In questa mail lei continua ancora a sostenere nei confronti della stampa la sua “giusta” posizione rivendicativa e di denuncia del “misfatto” del ministro Gelmini amplificando la perdita di credibilità per lei e per il nostro Ateneo.

4. mail conclusiva del 5.1.11 h. 14.56 (indirizzata alla stampa) in cui lei ricostruisce, in modo non corretto, quanto accaduto sul FFO 2010:

“Cari Colleghi e Signori della Stampa,

ricostruisco brevemente la questione FFO.

In data 21 dicembre il MIUR emana il DM n.655 di ripartizione dell’FFO 2010, registrato alla Corte dei Conti il 30 dicembre 2010, rep.19 foglio n.222, nel quale – come già vi ho comunicato –  all’art. 1 lettera b si riporta testualmente: “alle Istituzioni ad ordinamento speciale, alle Università per Stranieri, all’Università degli Studi di Roma Foro Italico, all’Università degli Studi di Urbino e all’Università degli Studi dell’Aquila viene disposta un’assegnazione pari a quella disposta nell’anno 2009, al netto degli interventi straordinari, ridotta del 3,72%;”. Pertanto per il nostro Ateneo il valore effettuato dal taglio corrisponde a € 2.540.000.

Ovviamente al diffondersi di questa notizia, si esprimono da parte dell’Università dell’Aquila e della CRUI tutte le riserve possibili su un intervento che si era chiesto di scongiurare sulla base dell’accordo di programma del maggio 2009.

A questo punto intervengono le rassicurazioni da parte del MIUR che, in data 4 gennaio 2010, invia al nostro Ateneo un Decreto Direttoriale di assegnazione (prot. n. 1563-55/2010) con il quale, pur confermando il taglio del 3,72%, il MIUR attinge ad altri fondi a sua disposizione per integrare l’importo in precedenza tagliato e riportarlo al livello dell’FFO consolidabile del 2009, leggermente superiore a quello dell’accordo di programma post-terremoto rettore-ministro. L’FFO 2010 dell’Ateneo aquilano è dunque di € 68.784.986.

Nella stessa data, con altro Decreto Direttoriale, sono stati assegnati provvisoriamente al nostro Ateneo  € 17.000.000 sull’FFO 2009 a copertura dei contributi non versati dagli studenti nel 2009 e delle spese di affitto delle strutture provvisoriamente locate.

A questo punto, pur di fronte al recupero delle somme tagliate dal Decreto Ministeriale, rimane il quesito: perché tagliare con Decreto Ministeriale e rifondere successivamente con Decreto Direttoriale?

Ad ogni modo, si deve riconoscere che l’UDU e il rettore dell’Aquila non hanno diffuso notizie “destituite da ogni fondamento”, ma hanno valutato il Decreto Ministeriale per quello che riporta, confermato poi dal Decreto Direttoriale, e hanno espresso un giudizio rispetto a quello.

Pur apprezzando il fatto che l’Università dell’Aquila non sia stata penalizzata, rimane incomprensibile tutta questa procedura, quando più semplicemente si poteva seguire quanto proposto dal rettore dell’Aquila e dalla CRUI, come pure è incomprensibile la compagnia di Atenei nella quale è stato inserito anche il nostro Ateneo.

Ad una prima lettura, sembra una sorta di recupero rispetto alla “svista” del Decreto Ministeriale, che comunque ha ben altra valenza rispetto ad un Decreto Direttoriale.

Nel ringraziare quanti sono stati vicini al nostro Ateneo in tutta questa vicenda, porgo i miei più cari saluti.

Ferdinando di Orio”

Finalmente alle 14.56 di ieri 5.1 lei comunica di aver preso visione della mail di Tomasi del MIUR, ma è opportuno correggere che:

– la CRUI si è espressa in data 24.11.2010 cioè ben prima del 21.12, data del DM sulla ripartizione del FFO

– la mail di Tomasi del MIUR PORTA LA DATA DEL 31.12.2010 ED E’ STATA INVIATA ALL’ATENEO LO STESSO GIORNO VIA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA, non il 4 gennaio 2011. Il taglio viene confermato perché fa riferimento alla legge che lo dispone che è valida e ancora in vigore per tutte le università italiane. Mentre l’accordo di programma è altra cosa rispetto a questa.

Il resto della mail francamente non merita alcun commento, ma evidenzio alcuni punti che mi appaiono incomprensibili, inutili e in qualche caso esilaranti:

– la critica alla procedura utilizzata dal ministero

– “sembra una sorta di recupero rispetto alla “svista” del Decreto Ministeriale, che comunque ha ben altra valenza rispetto ad un Decreto Direttoriale.”

– la difesa d’ufficio dell’UDU

Concludo questa ricostruzione quanto mai opportuna con alcune domande: perché non ammettere il proprio errore invece di continuare a dare addosso al MIUR, che ad oggi ha rispettato fino in fondo gli impegni presi con il ns. Ateneo? Che vantaggio ne viene all’Ateneo? Che figura ci facciamo quando sarà resa nota la ricostruzione effettiva dei fatti? Che comportamento ci dobbiamo aspettare in futuro dal MIUR nei nostri confronti, viste le sue esternazioni pubbliche basate su una ricostruzione artefatta dell’accaduto?

Ed un suggerimento: visto che nell’accordo di programma sono previsti fino a 17 milioni di euro, 3 per gli affitti e 14 per le immatricolazioni, e che l’erogazione di questi soldi è subordinata al raggiungimento di obiettivi attestato dalla presentazione di una documentazione ufficiale da parte dell’Ateneo, non ritiene opportuno impiegare il tempo a sollecitare l’amministrazione a preparare questa documentazione in modo da inviarla quanto prima al ministero? Se, come è probabile, non riusciremo a raggiungere tutti gli obiettivi, e quindi non riusciremo ad avere tutti i 17 ME, ci può evitare una nuova campagna mediatica che contribuirebbe ad arrecare ulteriore danno all’Ateneo?

Nonostante tutto resto fiducioso in un cambiamento del suo atteggiamento che dimostri vero  attaccamento all’Istituzione, profondo senso di responsabilità e rispetto degli organi e di tutti i suoi componenti.

Cordiali saluti

DOCUMENTI CORRELATI:

LA CIRCOLARE DEL MIUR DEL 31 DICEMBRE 2010 (pdf, 67 Kb)

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