L’AQUILA – Il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, ha incontrato una delegazione dei dipendenti dell’università dell’Aquila, in stato di agitazione da inizio mese, secondo una mobilitazione promossa dalle sigle Flc-Cgil Csl-Univ, Uil-Rua e Snals-Ugl.
I dipendenti, secondo quanto riporta la piattaforma di protesta, contestano alla governance d’ateneo “la mancanza di attenzione verso i problemi quotidiani e concreti del lavoro”, ma anche “carenze gestionali” e “il rischio di un ridimensionamento del ruolo nella contrattazione”, fattori non giustificabile dalla fatica della ricostruzione”.
“Tra il personale tecnico-amministrativo – si legge nella nota – si è diffuso un forte malessere verso i vertici dell’amministrazione”.
I manifestanti, che denunciano disagi per gli oltre 500 dipendenti dell’università, contestano anche la carenza di informazione sui trasferimenti interni e il mancato pagamento di compensi straordinari, o le mancate indicazioni sulle progressioni orizzontali e verticali.
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla questione della stabilizzazione dei precari “ancora senza soluzione”.
Centrella ha incontrato anche una delegazione di altri lavoratori dell’Ugl e farà visita domani a Pescara allo stabilimento Bianchi.
CENTRELLA, ”IN ABRUZZO EMERGE QUADRO CONTRASTANTE”
L’AQUILA – “In Abruzzo emerge un quadro contrastante, da un lato qualcuno dice che c’é una ricostruzione avanzata e la possibilità di un rilancio dell’economia aquilana, ma dall’altro lato ci rendiamo conto che di fatto non è affatto così”.
E’ il commento di Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, in visita all’Aquila per incontrare i dipendenti dell’Ateneo del capoluogo abruzzese.
“Constatiamo – ha aggiunto Centrella – che c’é un rallentamento in quello che doveva essere il progetto della ricostruzione veloce all’Aquila e nei paesi limitrofi”.
Per il segretario generale dell’Ugl, “il quadro dell’economia nell’area del Cratere è stagnante, e negli ultimi tempi abbiamo registrato la perdita di 2 mila posti di lavoro, con molte aziende in crisi a ricorrere sempre più agli ammortizzatori sociali”.
Centrella ha avallato l’appello della segreteria locale per una zona franca urbana e per il rinnovo delle agevolazioni fiscali. Il capoluogo è stata la prima delle quattro tappe nelle province abruzzesi del leader dell’Ugl, il quale è accompagnato dal segretario regionale, Piero Peretti, e da Geremia Mancini, della segreteria confederale.
CENTRELLA SULLA FIAT, ”MI MERAVIGIANO RISERVE FIOM SU POMIGLIANO”
L’AQUILA – “Mi meravigliano le riserve della Fiom rispetto alle soluzioni di contratto individuate per Pomigliano, in quanto esistono in Italia dei contratti decisamente peggiori che portano le firme di questo sindacato”.
Lo ha detto il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, in visita all’Università dell’Aquila per incontrare i dipendenti dell’Ateneo in stato di agitazione.
“Che si parli della Fma Pratola Serra o della Sata di Melfi, oppure della Sofim di Foggia – ha sottolineato Centrella – sono molti gli esempi in Italia di contratti integrativi con condizioni più difficili”.
“Non vedo per quale motivo – ha proseguito facendo un riferimento all’Abruzzo – si possa firmare un contratto integrativo della Sevel che costringe i dipendenti a lavorare anche la domenica, salvo poi non accettare quello di Pomigliano, mi sembra che questo sia un fare pretestuoso da parte della Fiom, condizionato dal fatto che al governo c’é il centrodestra e non il centrosinistra”.
Centrella ha ribadito l’importanza strategica degli accordi di Pomigliano. “Si tratta – ha detto ancora – del punto di partenza del progetto Fiat che si chiama ‘Fabbrica italiana’. Un progetto volto a portare la produzione di autovetture in Italia da 950 mila a 1.250 mila autovetture annue, per saturare tutti gli impianti che fanno capo al gruppo Fiat”.
“Se Pomigliano parte – ha concluso Centrella – significa che parte ‘Fabbrica italiana’ e quindi tutte le ricadute le avremo su tutti gli stabilimenti Fiat e su tutte le aziende collegate”.




